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Il mondo della cultura non può affondare

“Proseguiamo on line, ma ascoltate i nostri progetti”

Il mondo della cultura non può affondare

di Maria Silvia Cabri

 

Il primo a lanciare un “grido d’allarme” e una richiesta di aiuto era stato, a dicembre scorso, l’artista carpigiano Andrea Saltini, con una lettera indirizzata a sindaco, vicesindaco e assessore alla Cultura, in cui chiedeva una maggiore attenzione verso il mondo dell’arte e della cultura e una progettualità per il post-Covid. Un appello poi condiviso da altri suoi colleghi, preoccupati per la crisi che la pandemia ha esteso anche al mondo della cultura, uno dei settori più colpiti. Una preoccupazione che è stata ampiamente ribadita durante l’incontro virtuale dello scorso 11 gennaio, promosso dell’amministrazione: il secondo (dopo quello di novembre) dedicato al mondo della cultura carpigiana. Presenti all’assemblea on line, il sindaco Alberto Bellelli, l’assessore alla Cultura Davide Dalle Ave, il dirigente Giovanni Lerenzini, e una trentina di rappresentanti di quel mondo tra artisti, attori, musicisti, operatori culturali, esponenti di circoli e associazioni locali.

 

Restiamo attivi online

Il mondo della cultura non può affondare“L’amministrazione ha manifestato la sua disponibilità all’ascolto – esordisce Davide Tosi, direttore del cinema Corso e del cinema Eden – e ho apprezzato lo sforzo. Certo a livello economico più di tanto l’ente locale non può fare, deve intervenire lo Stato. Ancora non vedo la luce in fondo al tunnel. Ora è troppo presto per poter pianificare, ci sono molte incognite, dobbiamo aspettare”. “Sindaco e assessore ci hanno prospettato le possibili offerte per il 2021 – prosegue Maria Giulia Campioli, attrice della compagnia Teatro al Quadrato -. Sarà un’altra primavera con gli spazi fisici chiusi. Ci hanno spronato a presentare progetti e idee, cercando di ipotizzarli preventivamente in presenza, però reputo che sia necessario elaborare anche sempre un piano B, per non trovarci spiazzati all’ultimo con pochissimo tempo per organizzare e adeguarci alla situazione. Non dobbiamo fermarci: proponiamo anche progetti in streaming, sulle piattaforme on line, coinvolgiamo le persone della città, restiamo in contatto, per fare vedere che si sono ancora realtà che fanno arte di qualità. Stiamo assistendo purtroppo ad una generalizzata ‘flessione culturale’: oltre al fattore economico, assistiamo purtroppo ad un cambio di mentalità. Cala il numero delle persone che identificano la cultura nell’andare a teatro, o nel leggere un libro, o nel visitare una mostra”.

 

Associazioni culturali a rischio?

Tra gli aspetti emersi dall’incontro vi è la preoccupazione che molte associazioni e circoli culturali rischino di sparire, venendo a mancare il rapporto di socialità e di incontri che avvengono tutto l’anno e anche in spazi chiusi. Di qui l’auspicio che ci siano sostegni alle attività del territorio. “A fine ottobre abbiamo deciso di chiudere la nostra sede in via Paolo Guaitoli – chiosa Andrea Rostovi dell’associazione AppenAppena, organizzatrice del festival Concentrico -. Abbiamo cercato di resistere il più possibile, ma ora le spese erano diventate per noi, associazione di volontariato senza fini di lucro, non più sostenibili. D’altra parte ora, anche avessimo una sede fisica, non sarebbe utilizzabili con le restrizioni anti Covid. Ci siamo presi del tempo per lavorare sulla formazione dei collaboratori e per aggiornare la nostra associazione, inoltre stiamo portando avanti i nostri progetti e tutte le iniziative (Concentrico e Cantiere Concentrico, laboratorio teatrale). Per Concentrico 2021 prepareremo due ‘piani’, per essere pronti ad ogni evenienza in base all’evolversi del virus: in questi giorni è partita la campagna per la raccolta fondi per il Festival. Per Cantiere Concentrico è previsto un corso che si svolgerà in modalità diverse e sarà strutturato per essere fruibile sia online, la prima parte, che in presenza, la seconda: non ci lasceremo cogliere impreparati e faremo di tutto per garantire un’esperienza avvincente come lo è sempre stata”.

 

Artisti singoli: ascoltateci

“Quello che chiedo non sono soldi, nessun ristoro: chiedo di tenerci in considerazione”. L’artista Andrea Saaltini si fa portavoce degli “artisti singoli”, che non rientrano in associazioni o circoli, ma operano in modo autonomo. “Come ho già scritto nella mia lettera aperta al sindaco – prosegue – quello che chiediamo all’amministrazione è di cercarci e coinvolgerci, e di condividere anche con noi artisti liberi pensatori, vostri concittadini (spesso singoli e non associati, riuniti in categorie, rappresentati da sindacati…), progetti e future iniziative culturali. E questo è il momento giusto per farlo: ora che siamo obbligatoriamente fermi, è il tempo di progettare, per farvi poi trovare migliori e pronti, quando tutto riprenderà regolarmente. Quello che più volte ho chiesto è di istituire un ‘Tavolo’ fisso in cui vengano coinvolti tutti coloro che operano nel settore, anche noi ‘artisti singoli’, che sia pure sempre ben accetti, ma di fatto, a tutt’oggi, non siamo mai stati invitati. Un Tavolo dove l’assessore alla Cultura, e i dirigenti e responsabili del settore, mettano le loro funzioni a disposizione degli artisti, e non una scrivania dove l’artista si presenta per mettersi a loro disposizione, al loro servizio come semplici fornitori, dispensatori di prestazioni culturali. Il vero aiuto, l’unico possibile, che in questo momento l’amministrazione può darci è questo. Prestarci una pratica attenzione e darci la possibilità di diventare finalmente attori, per evitare che a causa di questo momento di emergenza l’astratto ‘calendario culturale’ rischi di affondare prima di arrivar in porto. Consultiamoci e collaboriamo attivamente, insieme (e non stiamo soltanto ‘vicini’), così da poter migliorare e fornire un valido, diverso, e nuovo contributo al settore culturale. Inventare qualcosa che prima non c’era”. Concorda sul punto Daniel Bund, disegnatore e illustratore: “Servono proposte più che ristori. Quello che chiediamo è la possibilità di presentare i nostri progetti di qualità e di essere ascoltati e supportati, non abbandonati. Ed esempio, sarà possibile anche per noi singoli artisti entrare nei contenitori culturali?”.

 

Una parte del Fondo Covid per ripartire

Il sindaco e l’assessore Dalle Ave hanno spiegato ai presenti che l’approvazione del bilancio preventivo già a fine dicembre, con tempistiche più celeri rispetto al solito, consentirà una maggiore flessibilità e un margine di azione più ampio durante l’anno. “Ci poniamo in ascolto dei rappresentanti del mondo della cultura – spiega Dalle Ave – pronti ad accogliere le loro proposte. Ora le incognite sono tante ma non demordiamo: abbiamo lanciato alcune iniziative in streaming e appena possibile ripartiremo con la programmazione. Per quanto riguarda le associazioni culturali, una parte del Fondo per l’emergenza Covid (150mila euro) sarà destinata a loro, per fare fronte alla situazione di chiusura e aiutarle a ripartire”.

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