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Decreto Legge Sostegni: le novità principali in sintesi

Il commercialista Paolo Casarini interviene su questioni inerenti il vivere quotidiano

di Paolo Casarini

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 19/03/2021, ha approvato il Decreto Legge Sostegni. Alla data di redazione del presente articolo il decreto non era pubblicato ancora in Gazzetta Ufficiale, pertanto alcuni dettagli possono essere variati. Di seguito, in sintesi, le principali novità in materia fiscale e altre norme di sostegno ai fini di ridurre gli effetti negativi dell’epidemia Covid-19.

 

Decreto Legge Sostegni: le novità principali in sintesi

 

Nuovo contributo a fondo perduto

L’art. 1 prevede un nuovo contributo a fondo perduto per tutti i soggetti che abbiano subito un calo almeno del 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 rispetto a quello 2019. Al fine di sostenere gli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19, è riconosciuto un contributo a fondo perduto “a favore dei soggetti titolari di partita Iva, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario”. Sono in ogni caso esclusi dal contributo: i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto; i soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto; gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR; gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162bis del TUIR. La misura è quindi di carattere generale, non essendo previsti specifi ci codici ATECO di riferimento come era avvenuto in occasione del DL “Ristori”, né specifiche esclusioni per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza come nel DL “Rilancio”.

Possono beneficiare dell’agevolazione, oltre che i soggetti titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 del TUIR, i soggetti che abbiano ricavi (art. 85, comma 1, lett. a) e b) del TUIR) o compensi (art. 54, comma 1 del TUIR) non superiori a 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019 (secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto), con un incremento quindi rispetto al “vecchio” limite di 5 milioni di euro. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (tale requisito non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019). L’ammontare del contributo è quindi determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019.

Tale percentuale è pari al 60%, 50%, 40%, 30% e 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a 100.000, 400.000, 1 milione, 5 milioni e 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019. In ogni caso, l’importo del contributo non può essere superiore a 150.000 euro.

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