Ramadan: rinuncia che va oltre l’acqua e il cibo
Attualità, Il Settimanale

Pubblicato il

27 Aprile 2021

Ramadan: rinuncia che va oltre l’acqua e il cibo

E’ iniziato il Ramadan per i credenti musulmani. Dall’alba al tramonto divieto di bere e mangiare. Fatima, 30 anni: “Vivere nella dimensione familiare”

di Maria Silvia Cabri

 

Non è un vero credente chi va a dormire con la pancia piena, mentre il suo vicino soffre la fame” (Hadith). Si ispira a queste parole il Ramadan 2021, iniziato dalla sera del 13 aprile e che durerà fino alla sera del 12 maggio. Un mese sacro nella religione islamica, di benedizione e di misericordia, in cui i musulmani di tutto il mondo si astengono dai “piaceri” terreni, da prima dell’alba a dopo il tramonto, a cominciare dal mangiare e dal bere, dal fumare e avere rapporti sessuali, in commemorazione della prima rivelazione del Corano a Maometto.

Il Ramadan è il mese dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina; il via libera è stato dato con l’avvistamento della luna che sancisce l’inizio del mese sacro all’Islam. Una tradizione tanto antica quanto attuale, che per il secondo anno si deve conciliare con l’emergenza pandemica e le norme anticontagio. Ma che preserva intatta la sua intensità, come raccontano due giovani musulmani, da anni residenti a Carpi.

Aziz Rabat Imezirki

Aziz Rabat Imezirki, cinquantenne, è a Carpi da venti anni ed è presidente dell’associazione “Spazio d’incontro degli immigrati”, nata tre anni fa nell’ambito della Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri dell’Unione Terre d’Argine. “Siamo una trentina di soci – spiega Aziz – e svolgiamo attività socio-culturali su dialogo, autonomia, assistenza, al fine di fornire informazioni e aiutare altri soggetti ad inserirsi nel tessuto sociale”. Aziz aveva 30 anni quando è arrivato a Carpi, ha studiato e oggi lavora in banca; è sposato e ha due figlie maschi di 10 e 6 anni che frequentano le scuole elementari.

In riferimento al Ramadan, afferma: “Abbiamo sempre mantenuto il forte legame con la nostra tradizione; è un arricchimento per noi che viviamo il nostro mese di preghiera, ma lo è anche per la società in cui viviamo in quanto occorre vivere connessi con i vicini, persulmani ché sono tante le cose che ci accumunano. L’aspetto religioso è molto privato, fa parte di ciascuno di noi, ma cerchiamo di integrarlo con quello che qui accade. Nostro obiettivo è quello di preservare la nostra religione ma nel rispetto della società, della cultura e della tradizione degli altri e dello stesso diritto di culto delle altre persone.

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