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Commemorazione dell’anniversario del sisma del 29 maggio 2012

Il messaggio ai familiari delle vittime e alle comunità del vescovo Erio Castellucci

Commemorazione dell'anniversario del sisma del 29 maggio 2012

 

Mi unisco nella preghiera a tutte le comunità che in questi giorni, in particolare il 29 maggio, nono anniversario del sisma che nel 2012 colpì il territorio delle nostre diocesi, si ritrovano per rinnovare la memoria collettiva di quella tragedia e delle persone che hanno perso la vita. Rendo omaggio in particolare alla memoria di don Ivan Martini, caro e amato sacerdote, perito sotto le macerie della chiesa di Rovereto.

In questi nove anni abbiamo sperimentato la forte capacità di reazione della popolazione, la decisa volontà delle Istituzioni impegnate nella ricostruzione, la costante opera del volontariato all’interno delle comunità. Nulla di tutto questo è da considerare scontato e mentre ringraziamo tutte le persone coinvolte nelle opere di ricostruzione siamo grati al Signore per aver guidato i nostri passi in questi difficili momenti.

Proprio ora che siamo alle prese con la rigenerazione post pandemia desidero affidarmi alle parole del salmo 46, quel testo che Benedetto XVI citò nella sua visita a Rovereto il 26 giugno 2012: «Dio è per noi rifugio e fortezza, / aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce. / Perciò non temiamo se trema la terra, / se vacillano i monti nel fondo del mare» (Sal 46,2-3). Siano queste parole di conforto per le famiglie e le comunità che piangono i loro cari e di incoraggiamento per tutti noi “piccoli, fragili, ma sicuri nelle sue mani, cioè affidati al suo Amore che è solido come una roccia” (Benedetto XVI, 26 giugno 2012).

+ Erio Castellucci

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