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Intervista (4) - Crisi del tessile e dignità del lavoro

Quarta parte dell'intervista al vescovo Erio Castellucci, al rientro dall’assemblea generale dei vescovi italiani con l’elezione a vicepresidente per il nord Italia

di Luigi Lamma

 

Crisi del tessile e dignità del lavoro

 

Carpi e Mirandola hanno festeggiato di recente i loro patroni, ricorrenze che fanno da ponte tra Chiesa e città. Il territorio di Carpi sta vivendo una situazione critica sul versante del lavoro, il settore tessile è in forte difficoltà, sono a rischio molti posti di lavoro come segnalano le cronache locali. Quale contributo può offrire la Chiesa in queste situazioni di crisi? Che messaggio si può inviare a chi ora sta lottando o è preoccupato per il suo futuro lavorativo?

La voce della Chiesa non potrà certo risultare risolutiva sul piano delle soluzioni tecniche ma certamente sui valori in gioco e sull’aspetto del tessuto relazionale possiamo continuare a presentare i valori della dottrina sociale della Chiesa, enunciati non in modo astratto ma attraverso i tanti lavoratori, imprenditori, esperienze di cooperazione che si ispirano a questi principi nel loro agire quotidiano.

Questo ci aiuta a prendere le distanze dagli atteggiamenti di speculazione o di ricerca esasperata del profitto che non considera il primato della dignità della persona. Purtroppo questo conflitto esiste, si cerca il ritorno immediato, il guadagno facile ma poi lo si paga nel periodo medio lungo. E’ sbagliato mettere in competizione la dignità dei lavoratori e il mercato, perché prima o poi il mercato stesso crolla se non si sostengono le persone.

A volte, in maniera disinibita e spregiudicata, si fanno delle scelte che danno ritorni immediati ma in questi casi dovrebbe esserci un intervento a livello più alto, da parte di chi ha la gestione del bene comune e si rende conto che la società nel suo complesso non può accettare delle ripercussioni così negative da certe operazioni.

Un’ultima domanda che molti vorrebbero porre al Vescovo: come farà a trovare il tempo per seguire le due diocesi e per svolgere questo incarico di vicepresidente della CEI?

Come ho avuto modo di dire a tante persone che mi hanno chiamato in questi giorni preoccupate per me, le mie giornate rimangono di 24 ore ed erano già molto piene, ora dovrò inserire anche questo impegno che i confratelli vescovi mi hanno affidato.

E’ un lavoro in gran parte sommerso, fatto di contatti quotidiani, di stesure di testi e dovrò confidare ancora di più nei bravi collaboratori e corresponsabili, fortunatamente ce ne sono tanti e li ringrazio fin da ora. Arriveremo anche ad un migliore coordinamento tra Modena e Carpi, evitando di duplicare proposte e iniziative, per poter rispondere con equilibrio ad un territorio così ampio che va da Fiumalbo a San Martino Spino.

 

Leggi la terza parte dell’intervista.

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