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Si arriverà a un punto di accordo per tutti?

Mentre prosegue lo studio di fattibilità del nuovo ospedale, incalza il botta e risposta tra Sinistra Italiana, Carpi Bene Comune, Ausl e sindaco Bellelli

di Maria Silvia Cabri

 

Si arriverà a un punto di accordo per tutti?

 

L’obiettivo, “ambizioso” come lo definisce lo stesso sindaco Alberto Bellelli, è “di collocare la prima pietra del nuovo ospedale Ramazzini entro il 2024”. Se da un lato il progetto prosegue con gli studi di fattibilità, dall’altro lato non si placano le polemiche cui seguono repliche e contro repliche, potenzialmente all’infinito e che, in ogni caso, non manifestano un clima di serenità e condivisione a fronte di quello che si presta ad essere il più importante intervento sanitario del territorio. Sinistra Italiana di Carpi e da Carpi Bene Comune attaccano le dimensioni della struttura, sulla base del confronto fra “il progetto discusso con la città e quello presentato il 21 giugno scorso alla presenza del Ministro Speranza: “L’Ausl discute con la città un progetto e ne approva uno che è grande il doppio”.

“Non cambia solo tutto l’assetto, ma la dimensione è doppia rispetto a quella discussa e concordata con la città. Da un precedente massimo di tre piani ora si arriva a cinque e, soprattutto, è previsto un ulteriore ampliamento che raddoppia quasi la dimensione iniziale. Ciò senza contare il nuovo parcheggio multipiano e l’imprevista Casa della Salute, grande circa tre volte quella già in costruzione in via Peruzzi”. Osservazioni che si aggiungono a quelle sull’ubicazione: “Avremmo preferito si fosse realizzato il nuovo ospedale sull’area di quello attuale, comodo adattamento, accessibile senza l’uso dell’auto e senza consumo di suolo”.

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