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L’uomo in azienda: esser-ci come persona al centro

“Lo sportello di Notizie”: Guido Zaccarelli, consulente d’azienda, interviene su questioni inerenti il vivere quotidiano.

L’uomo in azienda: esser-ci come persona al centro

 

Quando varchiamo il cancello d’ingresso di un’azienda la prima cosa che avvertiamo è l’aria che si respira al proprio interno tra i lavoratori. La sensazione di benessere arriva immediatamente alla nostra anima come il senso di disagio che avvertiamo nella condizione opposta. Emozioni che penetrano le sfumature pronte ad osservare con lenti progressive le dimensioni più intime oppure disposte a percorrere l’ampio orizzonte che appare ai nostri sguardi.

Tornanti da affrontare con agilità e senza affanno per non rimanere ancorati alla superficie dando un volto differente alla realtà. L’organizzazione del lavoro è il luogo destinato a trasformare la materia prima in prodotti utili all’economia. Un luogo dove ogni giorno l’abilità dell’uomo si confronta con le necessità e i bisogni della vita. Qualunque analisi mettiamo in atto, mentre osserviamo le persone coinvolte nel lavoro, non può prescindere dal prendere in considerazione l’essere nella sua totalità, come uomo, individuo e persona, l’esser-ci come presenza attiva calata nella identità aziendale e il fattore tempo pronto a scandire la disponibilità delle persone al fare.

Fattori che si devono muovere insieme per il bene dell’impresa e il futuro della società. Se ci poniamo nella condizione di effettuare un carotaggio lento dell’essere in grado di raggiungere la parte più intima della sua identità, là in fondo, pronta ad aspettarci c’è l’anima, quella vera che trova sempre un valido motivo per rimane in sospensione e non diventare oggetto del desiderio altrui, perché desidera rimanere lontana dai riflettori e dal mostrare il proprio volto alla luce del sole. L’intimità è qualcosa che ci appartiene e nulla può insidiare le frontiere erette a protezione.

Ogni aspetto che prontamente mettiamo in campo, e considerato all’istante, appartiene al campo delle riflessioni e delle interpretazioni e in nessun modo potranno raggiungere la pienezza dell’attesa, di ciò che ci aspettiamo possa apparire in termini assoluti in quanto sappiamo essere solo relativi. Tra queste due dimensioni opposte appare evidente l’ampio orizzonte della scala cromatica dell’uomo che esprime la sua identità. Ognuna è in grado di suggerire stati emotivi, cognitivi e spirituali di un uomo che desidera esprimere il proprio valore, ma all’occorrenza è incapace di farlo perché oggetto di un sistema che tende all’individualismo e alla ricchezza personale.

Dicevamo interpretare, perché per osservare l’uomo nel suo presente si parte dalla storia, dal suo passato, dai suoi “valori” etici e morali e da come ha colto nel tempo i “valori” della istruzione e della formazione in grado di rispondere, ognuna per la propria parte, alle difficoltà e di superarle grazie alla condivisione delle idee. Il senso delle questioni nasce dalla condivisione… continua a leggere.

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