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Firmata convenzione tra Unimore e Diocesi di Modena e Reggio

Una convenzione per sviluppare attività di tirocinio, accompagnamento allo studio, alta formazione e ricerca tra Unimore e le Diocesi di Modena e Reggio Emilia. Firmatari il Rettore, Carlo Adolfo Porro, l’Arcivescovo di Modena Erio Castellucci e il Vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca

Firmata convenzione tra Unimore e Diocesi di Modena e Reggio

 

E’ stata sottoscritta nella mattinata di oggi, venerdì 3 dicembre, una convenzione per sviluppare attività di tirocinio, accompagnamento allo studio alta formazione e di ricerca scientifica tra Unimore e le Diocesi di Modena e Reggio Emilia.

Firmatari del documento il Magnifico Rettore, Professor Carlo Adolfo Porro, l’Arcivescovo di Modena-Nonantola, Monsignor Erio Castellucci e il Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, Monsignor Massimo Camisasca.

La collaborazione tra Unimore e Diocesi, nello specifico, intende fare conoscere a studenti e studentesse luoghi e opportunità per svolgere servizio di volontariato (in Italia o all’estero) incoraggiando una partecipazione attiva alla solidarietà sociale e civile; ha inoltre il compito di favorire possibilità di Tirocini e di attività per progetti di Tesi e far conoscere spazi residenziali di vita comunitaria e cohousing. Vuole anche informare e sensibilizzare studenti e studentesse sui vari progetti di Servizio Civile Universale, favorendone l’eventuale riconoscimento come Tirocinio curriculare, oltreché pensare e attivare luoghi e momenti di ascolto e di accompagnamento per universitari e universitarie (soprattutto per quelli che presentano maggior disagio e fragilità personali nel proprio percorso di studio).

“Università e Diocesi di Modena e Reggio – osserva il Rettore, Carlo Adolfo Porro – nel pieno rispetto del principio di laicità sancito dalla Corte costituzionale, intendono cooperare nell’interesse dei giovani, della loro realizzazione umana e del loro futuro professionale. Con questa convenzione non solo strutturiamo alcune attività svolte già svolte dalla pastorale dell’università, ma desideriamo creare le condizioni per sviluppare nuove attività di formazione, tirocinio e accompagnamento che possano coinvolgere gli studenti e avere ricadute sull’intero territorio”.

Alla convenzione si è arrivati dopo l’esperienza positiva di varie collaborazioni (quali attività seminariali dirette all’erogazione di crediti formativi), e dopo l’accordo con l’ISSR di Modena.

“La presente convenzione – commenta Monsignor Erio Castellucci – si muove sull’intuizione originaria dell’Università, cioè la centralità degli studenti; l’esperienza universitaria nacque come ‘universitas studentium’ e non come ‘universitas studiorum’: al centro, cioè, c’era la comunità degli studenti più che l’organicità degli studi. In altre parole, le persone più che l’istituzione in quanto tale. La convenzione che abbiamo firmato oggi, maturata insieme ad alcuni studenti, offre a loro possibilità ulteriori di formazione, incontro e approfondimento. In un’epoca di ‘distanziamento’, è un bel segno di ‘prossimità’ tra l’Università, le Diocesi e la società”.

“È interesse comune dell’Università e delle Chiese di Modena e Reggio Emilia – ha commentato Monsignor Massimo Camisasca – collaborare all’accoglienza e alla formazione dei giovani, anche rispondendo a quelle richieste di spazi per lo studio, la conoscenza reciproca e l’abitazione che sono coerenti alla vita della comunità universitaria”.

Si prospetta, inoltre, lo sviluppo di studi transdisciplinari e di apporti interculturali, un impulso a percorsi di alta formazione e ricerca scientifica e l’attivazione di stage e tirocini, rivolti a studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Referente della convenzione per l’Università di Modena e Reggio Emilia è Vincenzo Pacillo, professore del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, mentre per l’Arcidiocesi di Modena – Nonantola e per la Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla i referenti sono, rispettivamente, Marco Mazzotti, Giovanni Vitale (Modena), Matteo Galaverni e Marco Pagliari (Reggio Emilia).

La convenzione ha durata di tre anni ed è rinnovabile.

 

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