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Pierluigi Castagnetti, presidente Fondazione Fossoli, piange l’amico David Sassoli

"Quella dell'11 luglio scorso all'ex campo di Fossoli fu l’ultima sua partecipazione a una manifestazione pubblica non istituzionale. Anche per questo la consideriamo il suo testamento politico"
Pierluigi Castagnetti, presidente Fondazione Fossoli, piange l'amico David Sassoli
Ursula von der Leyen e David Sassoli al Museo Monumento al Deportato

 

È morto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli: soltanto ieri era stata diffusa la notizia del suo ricovero in Italia per il sopraggiungere di una grave complicanza dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario. La morte è avvenuta stanotte presso il CRO di Aviano (Pordenone) dove Sassoli era ricoverato.

Lo piange, fra i tanti messaggi di cordoglio, anche Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione Fossoli, che ricorda la visita di David Sassoli al campo di concentramento di Fossoli lo scorso 11 luglio per la commemorazione dell’eccidio del Cibeno (12 luglio 1944) quando 67 prigionieri politici furono trucidati dalle SS naziste.

“La morte di David Sassoli è per me la morte di un amico fraterno. Un grande dolore. Poi la morte di un grande leader europeo, tra i maggiori convintamente europeisti. La morte di un uomo forte che ha combattuto a lungo e in silenzio un male terribile che alla fine ha prevalso”.

 

Pierluigi Castagnetti, presidente Fondazione Fossoli, piange l'amico David Sassoli
Marzia Luppi, David Sassoli e Pierluigi Castagnetti all’ex campo di concentramento di Fossoli

 

 

“Nel luglio scorso – prosegue Castagnetti – aveva voluto venire al Campo di Fossoli e ha voluto portare anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, perché fosse visibile da che parte stesse l’Europa democratica nella storia del Novecento. Nel suo intervento si soffermò a lungo sulla figura di Giuseppe Dossetti, rendendo omaggio a uno dei suoi maestri nell’impegno politico oltre che al monaco di Montesole, l’altro luogo simbolo in cui si manifestò la crudeltà del mostro nazista. Fu l’ultima sua partecipazione a una manifestazione pubblica non istituzionale. Anche per questo consideriamo quella partecipazione il suo testamento politico, di cui gli siamo affettuosamente grati. In questo momento esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla signora Alessandra e ai figli Livia e Giulio”.

 

 

 

 

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