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A salvare il pianeta si comincia a scuola

“Conosci il tuo parco”: a Carpi un nuovo progetto di educazione alla sostenibilità in collaborazione tra sei scuole d’infanzia.

di Alessandro Cattini

 

A salvare il pianeta si comincia a scuola

 

“È necessario forgiare un nuovo paradigma culturale, attraverso «un patto educativo globale per e con le giovani generazioni, che impegni le famiglie, le comunità, le scuole e le università, le istituzioni, le religioni, i governanti, l’umanità intera, nel formare persone mature». Un patto che promuova l’educazione all’ecologia integrale, secondo un modello culturale di pace, di sviluppo e di sostenibilità, incentrato sulla fraternità e sull’alleanza tra l’essere umano e l’ambiente”.

Così il Papa sottolineava l’importanza dell’educazione e del dialogo fra le generazioni nel fronteggiare l’attuale crisi globale, nel suo messaggio per la 55ma Giornata Mondiale della Pace. Si tratta di una prospettiva che, sul piano locale, si è incarnata già in questi mesi attraverso un originale progetto di educazione ambientale dal titolo “Conosci il tuo parco. Osservazioni, esperienze, comportamenti corretti nei parchi vicini alle nostre scuole”. L’iniziativa riguarda sei scuole d’infanzia del territorio carpigiano: “Agorà”, “Figlie della Provvidenza” di S. Croce, “G. Pascoli”, “Pegaso”, “Peter Pan”, “Istituto S. Cuore”.

La collaborazione fra scuole

Ideatori e primi promotori del progetto sono i coniugi Maria Grazia Lugli e Gianni Allesina. Insegnante di scienze naturali lei, ingegnere meccanico lui, Grazia e Gianni hanno maturato una lunga esperienza come educatori scout. A loro, che si sono impegnati in maniera del tutto volontaria in questa iniziativa, abbiamo chiesto di raccontarcene la genesi e lo sviluppo.

“Dopo aver avuto l’idea di approfondire in modo esperienziale il tema degli alberi con i bambini delle scuole d’infanzia abbiamo coinvolto alcune persone che conoscevamo in qualcuna di queste scuole – racconta Grazia. – Da lì in poi il passaparola tra insegnanti ha permesso di raggiungere altre classi interessate”. “La cosa bella di questo progetto è stata, perciò, oltre al lavoro con i bambini, la collaborazione che si è creata tra maestre provenienti da realtà scolastiche che non si incrociano spesso – osserva ancora Grazia… continua a leggere.

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