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Il Settimanale, In cammino con la Parola, Spiritualità
Pubblicato il Febbraio 2, 2022

«Sulla tua parola getterò le reti»

Commento al Vangelo di don Carlo Bellini - Domenica 6 febbraio 2022

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

Commento

La chiamata di Pietro nel vangelo di Luca è descritta introducendo la narrazione di una pesca miracolosa. Il racconto è ambientato sul lago di Tiberiade, qui detto di Gennesaret, sul quale si affaccia Cafarnao e dove Gesù si era spostato per predicare. Ora la sua predicazione non è più in sinagoga ma all’aperto, dove alle folle annuncia la parola di Dio. In una di queste giornate d’insegnamento alle folle Gesù incontra Simone e sale sulla sua barca per predicare. Al termine si rivolge direttamente a Pietro dicendogli di andare al largo e gettare le reti per la pesca.

Pietro spiega che durante la pesca notturna, che è la più favorevole, non hanno preso niente e, non lo dice ma lo lascia intendere, ha poco senso andare a pescare di giorno. Tuttavia in un guizzo dell’anima riesce a fidarsi e ad abbandonare le sue certezze, sulla parola del maestro getta di nuovo le reti e la pesca da un risultato straordinario. A questo punto Pietro intuisce l’eccezionalità dell’uomo che ha davanti. Il gesto di mettersi in ginocchio e le sue parole mostrano che Pietro ha riconosciuto la divinità di Gesù.

Tra l’altro le parole «allontanati da me che sono un peccatore» non ci parlano di una particolare peccaminosità di Pietro ma della percezione di piccolezza che sempre l’uomo ha di fronte al divino. Pietro incontra Gesù a partire da un fallimento, da uno scacco, una pesca andata male e in questa situazione riesce a fidarsi delle parole di Gesù, andando anche contro la sua esperienza di pescatore. Come tanti altri nella bibbia si fida oltre ogni evidenza e si comporta di conseguenza aprendosi a percorrere nuove vie. Spesso le nostre crisi, i nostri momenti di avvilimento possono essere occasioni di crescita se li affrontiamo come Pietro, aprendoci all’impensato che Gesù può portare nella nostra vita.

Perché avere fede è sempre avere fiducia nella vita, nel futuro, nelle possibilità di una storia vissuta con il Signore e non restare chiusi nelle ristrettezze delle nostre convinzioni spesso incrostate di scetticismo. Non trasformare i nostri fallimenti in momenti di affidamento è perdere occasioni preziose di crescita. Anche la reazione di Pietro ci dice qualcosa. Pietro riconosce la propria posizione di fronte a Dio, sa di essere un semplice uomo e apprezza la distanza tra sé e chi gli sta davanti. La presenza di Dio non ci umilia mai ma ci fa conoscere chi siamo veramente evitando ogni ingenua assolutizzazione di noi stessi.

Il brano termina con le parole di Gesù che chiama Pietro alla missione di costruire il regno di Dio. Il termine qui usato da Luca per «pescatori di uomini» è un verbo tipico della pesca che significa «catturarli vivi»: «da ora in poi prenderai vivi gli uomini» quasi a dire che la missione di Pietro e della Chiesa è di portare gli uomini alla vita di Dio.

Le ultime parole del brano di oggi sono per Pietro e i suoi amici che «tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono». L’esperienza di aver incontrato quell’uomo e di essersi fidati di lui ha talmente rinnovato la loro vita che non è più pensabile di vivere in modo diverso. Non tanto il prodigio della pesca miracolosa, ma l’incontro con Gesù ha cambiato per sempre la loro vita.

 

Maestro: il termine epistates per indicare Gesù come maestro è esclusivo del vangelo di Luca. Sono quasi sempre i discepoli a rivolgersi a Gesù con questo termine, che significa maestro nel senso di soprastante, capo, superiore e implica il riconoscimento di un’autorità in un gruppo.

Parola di Dio: l’evangelista Luca sottolinea spesso l’importanza dell’ascolto della Parola di Dio e le sue conseguenze nella vita degli uomini (vedi Lc 8,11.21; 11,28; Atti 6,7; 8,14). La buona novella annunciata.

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