130 di Sacro Cuore: si parte da Casa Pacchioni in via Borgoforte 16
Attualità, Il Settimanale

Pubblicato il

19 Febbraio 2022

130 di Sacro Cuore: si parte da Casa Pacchioni in via Borgoforte 16

Seconda tappa nella ricostruzione dei 130 anni dell’Istituto Sacro Cuore di Carpi: nasce la “Scuola San Vincenzo de’ Paoli”.

di Maria Silvia Cabri

 

Anno 1953, III elementare

Prosegue il viaggio di ricostruzione della storia dell’Istituto Sacro Cuore di Carpi che festeggia quest’anno i 130 anni dalla sua fondazione. Una riscoperta “a tappe”, su iniziativa del preside Claudio Cavazzuti, e che si avvale della preziosa opera storica di Mauro Giubertoni, vice archivista della diocesi di Carpi, che in un apposito volume, pubblicato in occasione del 120° anniversario della scuola, ha tracciato la storia del Sacro Cuore dalla sua nascita fin al 2012. In questo secondo “capitolo” di storia, emerge l’affiancamento alla scuola materna ed elementare, della scuola media denominata “Scuola San Vincenzo de’ Paoli”.

“Scuola San Vincenzo de’ Paoli”

La casa, individuata quale adatta per la nuova esperienza, si trova in Borgofortino, lungo quella strada che oggi è intitolata a Giacomo Matteotti e porta il numero civico 42 (allora Via Borgoforte, 16). Si tratta della Casa Pacchioni, già Saetti. Così la descrive Alfonso Garuti nella Guida di Carpi: “Presenta una semplice e regolare facciata su quattro archi di portico e, all’interno, un bellissimo cortile settecentesco, di sobria con porticato su pilastri dorici disposti a serliana, sovrastante loggiato, decorazioni in stucco nello scalone e nel ballatoio superiore. I portoni sono impreziositi da ricchissime roste semicircolari in ferro battuto del XVIII secolo con elegante disegno a volute arricciate e concentriche”.

Le ultime settimane di quel 1891 sono fitte di impegni e di scadenze per il traguardo dell’inizio attività con il nuovo anno. Si scopre che le Suore della Carità, giunte a Carpi senza nulla, dopo nove anni di servizio in Ospedale sono tuttora a mani vuote. Malgrado le odiose insinuazioni della stampa laica e socialista, le Suore non hanno accumulato beni né li hanno sottratti all’Ospedale.

Si dimostrano vere, e suonano come una condanna contro la propaganda politica messa in atto a partire dalla primavera del 1890, le parole di un consigliere della Con- gregazione di Carità, che gestisce l’ospedale. Il signor Gaetano Gilioli, nella relazione sull’inventario effettuato nel 1892 scrive: “L’Ospedale Infermi basta a se stesso: ed anzi presenta da parecchi anni un sensibile risparmio, sebbene si siano cresciuti i letti e migliorato il trattamento agli infermi”.

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