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Il presidente Bonaccini in visita alla Steel Cucine dei fratelli Po

"Ad oggi non abbiamo ancora risentito degli effetti della guerra in Ucraina, ma a breve li sentiremo perchè le persone dal punto di vista psicologico, saranno sempre meno propense a spendere"
Il presidente Bonaccini in visita alla Steel Cucine dei fratelli Po
Il presidente Stefano Bonaccini con la vice sindaco Stefania Gasparini e i fratelli Po alla visita della Steel Cucine

 

Dopo la visita del Ministro degli Esterni, Luigi di Maio, lo scorso 11 febbraio, in occasione dell’inaugurazione del nuovo stabilimento della Steel, azienda carpigiana che da oltre venti anni produce e commercializza elettrodomestici semi-professionali per uso domestico, martedì anche Stefano Bonaccini ha fatto visita all’impresa dei fratelli Auro, Attilio e Francesca Po.

“Un tipico miracolo emiliano”, sono state le parole del presidente della Regione, dopo aver visto lo stabilimento, alla presenza anche della vice sindaco Stefania Gasparini.

“Siamo stati onorati della visita del Governatore – racconta Auro Po -. Si è complimentato per il nostro tipo di prodotto e per la tecnologia evoluta che utilizziamo, nonché per il nostro operare ‘personalizzato per ogni singolo cliente”.

L’export rappresenta la parte principale del fatturato della Steel (7 milioni di euro nel 2021, segnando un +38% di crescita), nello specifico l’85% delle vendite: il mercato più forte è quello olandese, seguito da Australia e Cina.

“Ad oggi non abbiamo ancora risentito degli effetti della guerra in Ucraina, ma siamo consapevoli che a breve li sentiremo in quanto a fronte di certo scenari mondiali, le persone dal punto di vista psicologico, saranno sempre meno propense a spendere”.

“La Russia e l’Ucraina rappresentano ‘solo’ il 2% del nostro fatturato, ma le vendite verso questi Paesi sono immediatamente crollate. Un nostro distributore ucraino ci ha raccontato delle difficoltà che ha trovato nel tornare in patria. Tutto è bloccato: dalla Russia non arriva più un ordine, è come se fosse ‘scomparsa’. Peccato perché avevamo pronto un contratto da firmare con un distributore russo, ma adesso tutto è congelato”.

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