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“La novità si accompagna alla fiducia”

Dal settembre scorso, don Mauro Pancera guida la parrocchia di San Bernardino Realino, che sta imparando a conoscere.

di Virginia Panzani

 

“La novità si accompagna alla fiducia”

Don Jiju e don Mauro

 

Con l’insediamento in parrocchia lo scorso 29 settembre, don Mauro Pancera ha iniziato il suo ministero come parroco di San Bernardino Realino a Carpi. Per il giovane sacerdote, che ha 39 anni ed è stato ordinato nel 2017, si tratta della prima volta alla guida di una comunità. Precedentemente, infatti, aveva prestato servizio come vicario parrocchiale a Mirandola, impegnato tra i giovani e come cappellano dell’ospedale. A coadiuvare don Mauro in San Bernardino Realino è don Jiju Kochukariyil, di origini indiane, da cinque anni in Italia, proveniente dalla parrocchia di San Giuseppe Artigiano.

“Rispondendo al Vescovo Erio – aveva dichiarato a Notizie don Pancera, commentando ‘a caldo’ la sua nomina – dopo che mi sono preso un po’ di tempo per riflettere sulla proposta per andare a San Bernardino, avevo chiesto se ci fosse un manuale su come fare il parroco, perché non so come si fa, ma il manuale non c’è! Credo si debba vivere in una realtà per capire come e cosa fare, e siccome ogni realtà è diversa dall’altra, non resta che camminarci in mezzo. Come in tutti gli inizi c’è un salto da fare”. Prendendo il via da queste parole, abbiamo chiesto a don Mauro come procede oggi il suo cammino insieme alla comunità di San Bernardino.

Don Mauro, se dovessi riassumere in una parola questi primi mesi come parroco, quale sceglieresti?

Direi “novità” perché è un po’ tutto ancora nuovo per me. Ci sono volti nuovi da scoprire, storie nuove da ascoltare, persone nuove da accompagnare. Novità anche perché è il mio primo incarico da parroco e sento, piano piano, la responsabilità che cresce, ma sempre con la grande fiducia che c’è il Signore che regge tutto e c’è, inoltre, una comunità che accompagna. In questo senso devo ringraziare la parrocchia di San Bernardino Realino per l’accoglienza che ha riservato sia a me sia a don Jiju, che fa servizio al mio fianco. E’ comprensibile che ogni volta che un parroco se ne va e ne arriva uno nuovo possano sorgere preoccupazioni o critiche… occorre il tempo per conoscersi reciprocamente e anche questo rientra nell’ambito della novità.

Quale realtà ecclesiale hai trovato in San Bernardino Realino?

In questi primi mesi ho potuto vedere quello che la parrocchia è, quello che vive e che offre. Ci sono gruppi molto attivi, penso all’Agesci, all’Azione Cattolica, alla Caritas, al Gruppo Famiglie, alla Comunità Venite alla Festa. Ci sono tante realtà che trovano il loro spazio nella parrocchia e hanno voglia di ripartire e anche nella ripartenza c’è appunto una novità. Con il Consiglio pastorale parrocchiale stiamo cercando di capire la direzione verso cui andare, in quale modo ripartire dopo questo tempo di pandemia particolarmente difficile. Il mio più sentito grazie va di nuovo alle tante persone della nostra parrocchia ed anche perché accanto a me c’è don Jiju, che si spende in modo totale per la comunità.

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