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Pregare è incontrare nostro padre

Nel tempo di Quaresima le riflessioni dei Fratelli di San Francesco in sintonia con il cammino sinodale.

di Fra Emanuele, Fratelli di San Francesco San Martino Secchia

 

Pregare è incontrare nostro padre

Giotto, Papa Innocenzo III conferma la regola francescana, Assisi, Basilica superiore

 

Shema’ Yisra’èl (ascolta Israele) è il comandamento fondamentale dell’ascolto. L’Alleanza è ascoltare e obbedire alla voce di Dio, ai suoi comandamenti. “Nella Bibbia è anzitutto Dio che ascolta il grido del suo popolo sofferente e si muove con compassione per la sua salvezza” (CEI, messaggio per la Quaresima 2022). Dio si prende cura del suo popolo ma non sempre siamo attenti ad ascoltare la sua voce. Francesco di Assisi ascolta, ma la voce del mondo, di essere cavaliere, di far parte della nobiltà. Parte per la Puglia ma a Spoleto i sogni di gloria si fermano: “Signore, che vuoi che io faccia?” Francesco piano piano impara a guardarsi dentro, impara ad ascoltare la voce di Dio. Per farlo occorre che qualcuno lo aiuti: “Un giorno, mentre ascoltava la Messa, udì le istruzioni date da Cristo ai suoi discepoli quando li inviò a predicare: che cioè per la strada non dovevano portare con sé né oro, né argento, né borsa, né bisaccia, né pane, né bastone, né calzature, né due tuniche. Aiutato poi dallo stesso sacerdote a comprendere meglio queste consegne, colmo di gioia indicibile esclamò ‘Questo è ciò che bramo realizzare con tutte le mie forze’” (Fonti Francescane 1427).

“L’ascolto trasforma dunque anzitutto chi ascolta, scongiurando il rischio della supponenza e dell’autoreferenzialità” (CEI, ibidem). Dio entra nella tua vita, ma lo fa con discrezione, non sfonda la porta, bussa e attende che tu gli apra. Come negare l’ospitalità a un sì grande ospite, un ospite veramente d’onore a cui possiamo dire no, ma se diciamo sì la gioia è grande.

San Francesco dà vita alla fraternità, ma vuole il riconoscimento della Chiesa per verificare se quanto lui vuole viene da Dio: “E dopo che il Signore mi dette dei fratelli, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. E io lo feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò” (FF116).

Francesco incomincia a scoprire il piano di Dio ma non lo fa da solo, non si fida di se stesso, vuole la conferma della Chiesa e del Papa. Ascoltare è avere tempo per l’altro, è mettere da parte l’orologio, l’agenda. È avere pazienza nell’ascoltare le sue lamentele, il suo sfogo. “L’ascolto non è una semplice tecnica per rendere più efficace l’annuncio; l’ascolto è esso stesso annuncio, perché trasmette all’altro un messaggio balsamico” (CEI, Ascoltare è confrontarsi, è lasciare parlare l’altro perché possa esprimersi, magari invocando lo Spirito Santo perché ci aiuti a metterci in ascolto. Tempo di Quaresima è tempo di ascolto soprattutto in famiglia dove l’ascolto è venuto meno. Si comunica attraverso i messaggini, perché non ritrovare il tempo per stare insieme per confrontarsi su come vanno le cose in famiglia? Come San Francesco impariamo ad ascoltare la voce del Papa, soprattutto in questo tempo di Quaresima.

Siamo stati tutti colpiti dall’intervista di Fabio Fazio a Papa Francesco, che tra le varie cose ha affermato “Il diritto ad essere perdonati come un nuovo diritto umano”. Tempo di Quaresima è tempo di perdono, ogni giorno non tramonti il sole sopra la vostra ira. Torniamo a chiederci scusa e ad accogliere il pentimento dell’altro. Quaresima è tempo per la preghiera: “Per noi cristiani pregare è incontrare il papà. Quello che vuole il bambino è che lo sguardo del papà sia su di lui.

Pregare è un po’ tutto questo” (Intervista al Papa). Diamo tempo alla preghiera personale e insieme in famiglia. Come insegna il Papa, un po’ di umorismo fa bene e ci aiuterà a vivere con gioia questo tempo di Quaresima.

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