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Incontri: il mio amico Kobe Bryant

Domenica 13 marzo in auditorium Loria presentazione del libro di Christopher Ward

Incontri: il mio amico Kobe Bryant

 

A due anni dalla tragica scomparsa di Kobe Bryant, il suo migliore amico italiano Christopher Ward cerca di restituirci più autentico, in un ritratto intimo e personale. Lo ha fatto attraverso un libro, “Il mio Kobe” che lo stesso Ward presenterà domenica 13 marzo alle ore 17 all’auditorium Loria a Carpi, nell’ambito della rassegna “Ne vale la pena” curata da Pierluigi Senatore.

«Con questo libro vorrei ringraziare tutti voi amici, tifosi e amanti dello sport per la vicinanza che mi avete dimostrato il 26 gennaio 2020 e nelle settimane a seguire: grazie a voi – alle conversazioni faccia a faccia, ma anche alle telefonate o ai semplici messaggi – mi sono sentito meno solo.»

Christopher Goldman Ward, nelle pagine di questo libro, racconta la storia della sua amicizia con Kobe Bryant. Un’amicizia che risale all’infanzia, nata durante il periodo in cui la leggenda del basket NBA visse in Italia, in anni che influirono sulla sua formazione e sul suo carattere. Non ci sono dunque statistiche o tecnicismi. Non è quel tipo di libro. Ci sono invece pagine sul lato più umano di un campione, troppo spesso innalzato a «intoccabile»: l’arrivo di Kobe a Reggio Emilia grazie all’ingaggio di suo padre nella Pallacanestro Reggiana, l’ingresso nella squadra giovanile, la rivalità sportiva con Ward, gli incontri da adulti con guardie del corpo al seguito e limousine, il vederlo allo Staples Center di Los Angeles, in mezzo a 20.000 persone che cantano il suo nome, durante la sua ultima stagione da giocatore.

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Christopher Goldman Ward è nato a Varese nel 1977 da padre americano e madre italiana. Architetto formatosi al Politecnico di Milano, trascorre gran parte del suo tempo in aereo, viaggiando per lavoro e con la famiglia. Ha imparato a vivere a pieno le sue diverse identità – americano e italiano, nero e bianco, sportivo e architetto – e ama il basket, che a 11 anni gli ha regalato l’incontro con un amico straordinario: Kobe Bryant.

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