Ucraina: tempo di una vera accoglienza
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Pubblicato il

23 Marzo 2022
Editoriale

Ucraina: tempo di una vera accoglienza

/1. Consapevoli del carico di dolore di chi fugge.

di don Riccardo Paltrinieri, Vicario Episcopale per la carità

 

 

Un’altra guerra

Pare assurdo, eppure… ancora un’altra guerra. Non sono bastate le già tante atrocità prodotte, di cui il ‘900 è indelebilmente macchiato, per scuotere le nostre coscienze e ammettere, all’unanimità, che la guerra è un male così orribile da far subito cessare, anzi, neanche da pensare di iniziare?

È mai possibile arrivare a contraddirsi, ingannarsi a tal punto da voler trovare giustificazioni umane ad azioni, evidentemente, così tanto disumane? Almeno di fronte a questi fatti drammatici, rimaniamo spaventati di quanto un uomo possa corrompersi per la sete di potere e delle tragiche conseguenze che ricadono sulla gente comune?

Pare assurdo, eppure… con tutto quello che è successo e, purtroppo, succede tutt’oggi… non abbiamo ancora imparato che l’aggressione, il sopruso, il dominio, l’invasione sono azioni devastanti, dalle quali non trae vantaggio nessuno, soprattutto chi le comincia, perché alla fine dei conti portano all’autodistruzione?

Com’è possibile che non si riesca a riconoscere la sopraffazione, la cattiveria, la prepotenza come atteggiamenti crudeli, che non hanno niente a che vedere con il senso di giustizia, da condannare ed evitare categoricamente, perché non fanno altro che rovinare, per anni, la vita umana personale e sociale? Quante altre grida si devono alzare al cielo, a quanto altro dolore, sofferenza, morte dobbiamo assistere per capirlo? Pare assurdo, eppure… ormai nemmeno la storia non sa più come dircelo… lei, che secondo l’adagio latino «è maestra di vita», alla prova dei fatti che giudizio ci può dare?

 

Non solo barbarie

Per grazia di Dio, e intendo proprio unicamente perché Lui, in persona, ha deciso di rendersi presente e farsi carico della vita umana, per grazia di Dio, la storia non è fatta solo di barbarie, uccisioni e devastazioni.

Per grazia di Dio, nelle pagine della storia è profondamente inscritto un moto contrario: di fronte all’esplosione del peggior male che alcuni uomini possono fare contro altri uomini, compare in tutta la sua umile imponenza il bene più grande che gli uomini possono fare a favore degli uomini. Quando la violenza e la cattiveria invadono il campo, sfoggiando con spavalderia la loro presuntuosa forza, l’amore e la carità con latenza subentrano, per mostrare a tutto il mondo la loro solidale vittoria.

Dunque, se vogliamo imparare dalla storia, è necessario conoscere la sua parte veramente umana, che comunque, per grazia di Dio, rimane sempre la più determinante e cospicua. Per certi versi noi siamo avvantaggiati, perché, considerando la nostra posizione geografica, è proprio la parte che maggiormente ci interpella e ci coinvolge, in prima persona. Non conta se da semplici comparse o da attori protagonisti, l’importante è che, secondo le proprie disponibilità, cerchiamo di partecipare [continua qui].

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