Il gatto di Zouma
Etica della vita, Il Settimanale, Rubriche

Pubblicato il

24 Marzo 2022

Il gatto di Zouma

 

Il calciatore Kurt Zouma, idolo dei tifosi inglesi, ha usato violenza su un gatto e questo gli ha procurato diversi guai: una petizione che chiede l’incriminazione dell’uomo e l’intervento di Scotland Yard. Oltre a questo movimento di animalisti convinti, teso a punire un atto di quel genere, è entrato in campo, è il caso di dirlo, anche uno degli sponsor che minaccia di ritirarsi proprio perchè la figura del calciatore è diventata fonte di scandalo e non di emulazione. Ad ogni ingresso in campo il calciatore viene fischiato e il sindaco di Londra ha chiesto ufficialmente che possa essere anche perseguito penalmente oltre che estromesso dalla squadra.

C’è chi dichiara apertamente il proprio disappunto per il fatto che, se l’uomo avesse picchiato moglie e figli, la polizia sarebbe già intervenuta mentre, per il gatto, non è stato così e questo è un vero scandalo. Davanti a queste polemiche la squadra a cui appartiene zouma ha deciso di sospenderlo infliggendogli una multa di 250.000 sterline (circa 300.000 euro). La Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals è intervenuta sottraendo al calciatore tutti i suoi gatti, prendendoli sotto la loro tutela e allontanandoli così dal loro aguzzino.

L’Adidas ha rescisso il contratto con lo sportivo e il fratello di quest’ultimo è stato sospeso dalla squadra in cui gioca. Ora, a leggere queste cose si rimane veramente allibiti e ci si chiede se abitiamo ancora sul pianeta Terra o c’è qualche marziano tra noi. Senza nulla togliere al giusto e dovuto rispetto per gli animali, quello che è inammissibile è la reazione ad un evento di questo tipo, seppur emendabile e giustamente da condannare, veramente sproporzionata paragonandola al silenzio di tante persone e rispettabili organismi riguardo ad abusi contro esseri umani, come nel caso dell’aborto, eutanasia, suicidio assistito e quant’altro.

Da una parte si implementa tutto ciò che può dar spazio alla libertà dell’uomo perché possa agire liberamente contro un altro uomo fino ad eliminarlo, e dall’altra si reagisce in modo abominevole per lesioni ad un gatto. E’ proprio vero che l’identità umana e la sua protezione ha una collocazione che non è più al vertice e al centro dell’esistenza ma diventa oggetto di attribuzione valoriale in base agli interessi di qualcuno. L’attenzione al vivente non riconosce più una giusta gerarchizzazione ontologica ma identifica altri valori che non sono certamente condivisi da un’etica cristiana e, probabilmente, anche da una logica del buon senso.

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