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Il diario di Irma: solidarietà, risposta alla guerra

Pubblichiamo per gentile concessione di Teresa Mazzocchi il diario della Famiglia Mazzocchi di Limidi di Soliera. Scritto dalla signora Irma racconta alcuni episodi della resistenza dal settembre 1944 fino alla liberazione del 22 aprile.

Il diario di Irma: solidarietà, risposta alla guerra

Una foto d’epoca della famiglia Mazzocchi, da sinistra Antonio Mazzocchi e di fianco Carmelina Visentini, dietro il primo ragazzo ospitato, poi la signora Irma (autrice del diario), gli altri sono una sorella e due fratellini.

 

Documentario della nostra casa nel periodo: settembre 1944, aprile 1945.

Famiglia Mazzocchi – Limidi di Soliera

Settembre 1944

E’ un pomeriggio un po’ grigio ogni tanto pioviggina; vediamo entrare nel nostro cortile un giovane sconosciuto, un po’ timoroso, chiede alloggio per la notte, dato che il tempo non gli permette di proseguire; noi gli offriamo ospitalità tanto volentieri, e conversando col giovane apprendiamo la sua triste sventura: rastrellato dai tedeschi, dopo essere stato in campo di concentramento a Fossoli, lo stanno trasportando in Germania, ma a Trento riesce a fuggire, e così, piano piano cerca di ritornare verso casa.

Noi lo consigliamo a non proseguire, tanto più che la sua casa è già oltre il fronte, e senz’altro gli sarebbe ritoccata la medesima sorte di prima. Intanto resta con noi, e si cerca di farlo mettere in comunicazione coi gruppi dei partigiani che cominciano a formarsi, così dopo poche settimane dal suo arrivo, lo vediamo uscire di sera con i suoi compagni, armato più di coraggio che di armi, e noi siamo fieri, come fosse un nostro figliolo, e la nostra casa, diventa un piccolo centro di riunioni, di appuntamenti, tanto più che il vicino ponte è un ottimo osservatorio.

1° dicembre 1944

Già verso le sette del mattino, si sente verso Cortile qualche raffica di mitra, ormai siamo già in allarme, e poco dopo, vediamo sbucare da ogni parte i nostri ragazzi, pronti per ricacciare il nemico. Poco dopo le 8 inizia la battaglia, a un centinaio di metri circa da casa nostra, e per quasi cinque ore, le pallottole fischiano continuamente, noi in casa, si soffre pensando a loro, si prega e si spera che tutti si possano salvare…

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