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Lions Club Mirandola, serata sulla parità di genere nel lavoro

Alla recente serata del Lions Club Mirandola, gli interventi delle imprenditrici Nora Gorni di Mirandola e Margherita Copelli di Carpi sul tema della parità di genere nel mondo del lavoro, argomento proposto dal comitato “Pari opportunità” del Club presieduto da Sonia Menghini

Lions Club Mirandola, serata sulla parità di genere nel lavoro

Le relatrici (da sinistra Margherita Copelli, seconda, e Nora Gorni, quinta) con la presidente Sonia Menghini (al centro) e il Comitato “Pari opportunità”

 

Senz’altro encomiabile è stato lo sforzo del Lions Club Mirandola per organizzare la recente serata sulla parità di genere nel mondo del lavoro, argomento proposto dal comitato “Pari opportunità” composto da alcuni soci e voluto dalla presidente Sonia Menghini, nell’ambito di “New Voices” (insieme di iniziative dei Lions tendenti ad un maggiore equilibrio fra donne e uomini in tutti i campi). Due imprenditrici locali di successo, Nora Gorni (di Mirandola) e Margherita Copelli (di Carpi) sono state chiamate ad esprimersi circa un principio di uguaglianza che, pur essendo sancito dalle costituzioni dei paesi occidentali (ma del tutto ignorato in altre parti del mondo) non trova ancora la sua piena attuazione nei fatti. Le disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro si manifestano soprattutto nel fatto che, seppure a parità di qualifiche e di capacità, le donne sono meno retribuite (fino al 20%) degli uomini, in conseguenza di una impostazione culturalmente troppo maschilista della società. Un noto studio afferma che occorreranno altri 150 anni prima di raggiungere la totale parità di genere. Sarà quindi un processo lento che segna, però, qualche importante passo avanti. Ad esempio, è stato ricordato che l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile  comprende fra gli obiettivi fondamentali quello dell’uguaglianza ed emancipazione delle donne. Sono nati fondi di investimento specifici per destinare risorse verso società capaci di promuovere il talento femminile. La donna conserva una minore capacità di risparmio e una minor propensione ad investire, ma nella fascia 25-44 anni, laddove cioè si sta affermando una sua maggior indipendenza economica, essa comincia ad allinearsi ai comportamenti dell’uomo. Infine, il sistema delle imprese sta rendendosi conto che il capitale umano, nel rispetto della diversità di genere, è un fattore chiave per la redditività delle aziende e  per una cultura aziendale inclusiva e di sostegno.

Nora Gorni, prima ospite ad intervenire, è una nota imprenditrice del biomedicale di  Mirandola. Conduce un’azienda di successo ad occupazione prevalentemente femminile (42 donne e 7 uomini). Esordisce riconoscendo che nonostante il trascorrere del tempo i problemi legati alla disparità fra donne e uomini rimangono sempre gli stessi, ma aggiungendo che, secondo lei, ciò è anche responsabilità delle donne. Infatti mentre da un lato esse chiedono a gran voce l’uguaglianza con gli uomini, dall’altro, molte di loro non sembrano veramente convinte di valere quanto i colleghi maschi e assumono atteggiamenti tali per cui sono “perdenti” in partenza. Lei, invece, fin dall’inizio della sua attività imprenditoriale, ha caparbiamente cercato di affrancarsi da ogni subalternità, sforzandosi di entrare anche in mondi a lei estranei, senza complessi di inferiorità, e cercando di capire cosa si muovesse al loro interno. La misura di quanto sia riuscita in ciò è testimoniata dal successo della sua azienda.

Margherita Copelli, imprenditrice del settore tessile, nonché presidente del Club Lions “Alberto Pio” di Carpi, ha raccontato la sua storia di giovane ragazza, rimasta anzitempo e improvvisamente orfana e costretta ad abbandonare gli studi per farsi carico dell’azienda di famiglia, pur essendo priva di formazione specifica. Non si è persa d’animo e ha creduto in se stessa. Ha studiato economia e alla fine l’ha spuntata, dando forte impulso al business dell’azienda, adoperandosi per rendere il posto di lavoro più salubre, incentivando la nascita di un welfare aziendale che offre servizi alle donne per alleviare il loro carico famigliare e attuando la piena parità salariale con l’uomo. Nella sua appassionata difesa del ruolo femminile nel lavoro afferma che la donna non nasce per ovviare alla “mancanza” di compagnia per l’uomo (come racconta la Bibbia), ma da una “necessità” della società che si realizza pienamente solo con il suo contributo fondamentale. Anche lei, come la prima relatrice, giunge alla conclusione che la donna non deve sentirsi vittima in partenza, ma prendere coscienza della sua diversità e delle sue capacità di cambiare (in meglio) il mondo, alla stessa stregua dell’uomo.

La serata si è conclusa con l’assegnazione alle due ospiti del Premio “New Voices Award 2022” per i prestigiosi traguardi raggiunti dalle loro aziende, grazie alla loro sagacia, tenacia e determinazione di donne, per le donne.

I.P.

 

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