Cura delle famiglie. Un percorso, una scommessa
Editoriali, Il Settimanale, Rubriche

Pubblicato il

22 Giugno 2022
Editoriale

Cura delle famiglie. Un percorso, una scommessa

“Amoris Laetitia”, eppur qualcosa si muove.

Brunetta e Stefano Zerbini

 

 

Nel giugno del 2021, durante il primo incontro con le coppie interessate, la proposta sembrava una scommessa dai contorni incerti, di difficile attualizzazione e comprensione. Dopo un anno di cammino insieme, possiamo dire di aver intrapreso il sentiero giusto. Di cosa stiamo parlando? Del cammino “Amoris Laetitia” (AL) della nostra Diocesi per fedeli divorziati, risposati, separati o conviventi, in coppia o singoli.

Un percorso pastorale

Il percorso ha sempre tenuto conto dei tre verbi proposti dall’esortazione di papa Francesco e che costituiscono il sentiero da percorre: accompagnare, discernere e integrare.

Accompagnare. La Chiesa, si legge nell’esortazione, deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza.

Discernere. La strada della Chiesa, ricorda il Papa, è sempre quella della misericordia e dell’integrazione, ecco la parola chiave dell’esortazione; “di non condannare eternamente nessuno e di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero, perché la carità vera è sempre immeritata, incondizionata e gratuita”.

Integrare. “Si tratta di integrare tutti – si legge nell’esortazione – si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale”.

I divorziati che vivono una nuova unione “possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale”.

In AL al n°300, infine, si auspica per queste coppie, che gli itinerari o i percorsi che esse intraprendono, facilitino un pieno reinserimento nella comunità ecclesiale e permettano nel tempo e con coscienza di superare ogni forma di esclusione compresa quella di accedere ai sacramenti della confessione e della comunione eucaristica.

Un percorso esistenziale

Gli incontri mensili. Abbiamo cercato di vivere gli incontri tenendo sempre presente quanto AL suggeriva. Lo abbiamo fatto mettendo a nudo la nostra vita nel confronto con la Parola, soffermandoci soprattutto sulle parabole della misericordia nel Vangelo di Luca. E’ stata un’esperienza molto coinvolgente. Il gruppo è ora formato da circa venti persone, che partecipano con assiduità agli incontri mensili, appena conclusi per questo anno pastorale. Si è rivelata nel tempo, una piccola chiesa capace di parlare e di esporsi con grande libertà e parresia, senza peli sulla lingua o frasi fatte, una comunità che, date le varie situazioni personali, ha regalato nelle testimonianze emerse e condivise spunti di crescita per tutti.

Il gruppo sinodale. La proposta di dedicare un incontro alle tematiche sinodali è stata ben accolta. Sarebbe interessante riportare qui tutte le riflessioni emerse, ma ne cogliamo in particolare due: per prima, la richiesta di poter vivere una comunità cristiana più attenta alle persone e alle relazioni piuttosto che alle norme e ai ruoli, per seconda, l’entrare in sintonia con la vita reale e le situazioni vere (e non ideali) delle persone di questo nostro tempo.

Il progetto che si allarga. Si è creata in questo anno, all’interno della commissione regionale di pastorale familiare, un gruppo che si occupa specificatamente delle problematiche inerenti ai divorziati/risposati o separati: un ambito di confronto e di crescita per tutti importante e profetico. Il dispiacere è che solo la metà delle diocesi dell’Emilia Romagna abbiano assunto un cammino specifico in questo ambito.

Un percorso fattibile

Non è stato un “vinci facile”. Dopo un anno possiamo ben dire che ciò che portiamo a casa è davvero indescrivibile. Il nostro pensiero va a tutte quelle coppie che si trovano in situazioni difficili, a disagio nelle loro comunità, magari con preconcetti o sensi di colpa che sembrano insuperabili, allontanatesi e a volte allontanate da chi invece dovrebbe “accompagnare, discernere, integrare”. A loro diciamo: Incontriamoci, venite a vedere, condividiamo. Se ne avete voglia, se ne sentite la necessità, rivolgetevi direttamente ai vostri parroci o all’ufficio diocesano per la pastorale familiare tel. 059 686048 o al cell. 3283436706.

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