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Cattedrale, festa della Madonna del Carmelo

Prosegue il Triduo in preparazione alla festa nel Duomo di Carpi: da ieri, 13 luglio, a domani, 15 luglio, alle 9 e alle 18.30, Messa con riflessione. Sabato 16, alle 9, Messa e consegna dello scapolare della Madonna del Carmelo. Bona Poli Catellani spiega la devozione dello scapolare

di Virginia Panzani

 

Cattedrale, festa della Madonna del Carmelo

Statua della Madonna del Carmelo che si venera nella Cattedrale di Carpi (Ph Alessandro Andreoli)

 

Nella Cattedrale di Carpi, si celebra, come ogni anno, la memoria liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo – che ricorre il 16 luglio – raffigurata in una antica e venerata immagine che si conserva nella chiesa.

Ieri, mercoledì 13 luglio, è iniziato il consueto Triduo di preghiera in preparazione alla festa. Si prosegue oggi, giovedì 14 luglio, e domani, venerdì 15, a cui seguirà la memoria liturgica di sabato 16. Come fa sapere il parroco della Cattedrale, don Massimo Dotti, durante le Sante Messe delle ore 9 e 18.30 si tiene una riflessione su alcuni temi tratti dalla recente lettera apostolica di Papa Francesco “Desiderio desideravi” sulla formazione liturgica del popolo di Dio. Fra questi Maria, vergine del Cenacolo (14 luglio, n. 10-11); Maria, regina degli apostoli (15 luglio, n. 58-59); Maria, porta del cielo (16 luglio, n. 24).

Sabato 16 luglio, alle 9, Santa Messa in onore della Madonna del Carmelo. Al termine, preghiera di consacrazione alla Madonna del Carmelo, benedizione e consegna dello scapolare a quanti ne avranno fatto richiesta.

 

Lo scapolare del Carmine, l’abitino della Madonna

Una devozione che si mantiene viva in Cattedrale

E’ molto antica la devozione alla Madonna del Carmelo o del Carmine a Carpi. Nei secoli passati ne fu centro propulsore, con grande partecipazione di fedeli, la chiesa di Sant’Ignazio – oggi sede del Museo diocesano di arte sacra – dove si può tuttora ammirare lo splendido altare con la statua della Madonna.

Una devozione che fu nuovamente promossa dagli anni ’50-‘60 presso la Cattedrale, in particolare dall’allora parroco, monsignor Antonio Bellini, che diede il via ad un registro in cui segnare i nomi di tutti coloro che ricevevano lo scapolare del Carmine. A monsignor Rino Bottecchi, anch’egli già parroco della Cattedrale, si deve la recente ripresa di questa devozione: il registro è oggi affidato a Bona Poli Catellani, che ogni anno riceve le richieste dei fedeli che desiderano ricevere il cosiddetto “abitino” della Madonna e ne aggiorna i nomi sull’elenco.

“Non mancano mai queste richieste e provengono da persone che spesso conoscono già molto bene la spiritualità carmelitana e giungono anche da altre zone – spiega Bona Poli Catellani -. Lo scapolare, che in antico era una specie di grembiule da lavoro, è l’abito caratteristico dei frati e delle monache carmelitane e poggia appunto sulle scapole. E’ un segno di speciale consacrazione alla Madonna, che fu consegnato da lei personalmente in una apparizione a San Simone Stock, alle origini dell’Ordine Carmelitano”. Per i laici, sottolinea, “si tratta di due riquadri di stoffa legati da una cordicella: quello che pende davanti sul petto ha l’immagine della Madonna del Carmelo, mentre l’altro dietro sulle spalle raffigura il Sacro Cuore”. Oggi, si può indossare anche sotto forma di una medaglietta da appendere al collo (anche questa sarà consegnata il 16 luglio, al termine della Messa in Cattedrale a Carpi).

Non si tratta né di un talismano né di una forma di superstizione, tiene a sottolineare Bona Poli, ma è simbolo di uno speciale legame filiale con Maria, che è colei conduce alla vetta del Monte Carmelo, cioè al Divin Figlio Gesù, secondo quella feconda spiritualità che ha formato santi del calibro di, solo per citarne alcuni, Santa Teresa d’Avila, San Giovanni della Croce e Santa Teresa di Lisieux. “Portare l’abitino della Vergine del Carmine non è impegno gravoso, anzi richiede semplicemente di rivolgere ogni giorno un ricordo e una preghiera, basta qualche Ave Maria, alla nostra Madre Celeste – osserva Bona Poli -. Come una mamma si accontenta di una telefonata al giorno da parte del figlio, così Maria non pretende nulla se non il nostro affidamento e in cambio ci dà tutto, cioè il Signore. Sa bene che non siamo perfetti, ma lo scapolare ci ricorda appunto che Lei è sempre pronta ad accoglierci e non ci abbandona mai. Va aggiunto, infine, che chi ha indossato lo scapolare in vita ha la promessa dalla Vergine di essere liberato dal Purgatorio il primo sabato dopo la propria dipartita”. A questo punto, conclude la signora Bona, “dico sempre a chi incontro, che cosa aspettiamo ad affidarci tutti a questa Madre che ci ama così tanto?”.

 

 

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