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Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda

Commento al Vangelo di don Carlo Bellini - Domenica 17 luglio 2022

Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

 

Commento

Gesù aveva costituito una comunità di discepoli che vivevano con lui ed erano spesso in viaggio. Esistevano anche persone che facevano parte della comunità, ma vivevano nelle loro case e incontravano Gesù quando passava nei pressi del loro villaggio. Nel vangelo di questa domenica Gesù fa una tappa nel suo viaggio e si ferma nella casa di Marta e Maria.

Ritroviamo questa casa anche nel vangelo di Giovanni che ci dice essere a Betania dove abitavano Marta, Maria e Lazzaro tre fratelli amici di Gesù. Dunque Gesù è accolto in casa da amici e secondo le regole dell’ospitalità si prepara qualcosa da mangiare, forse un pranzo, e s’intrattiene l’ospite. In maniera abbastanza naturale le due sorelle si dividono i compiti e mentre Marta prepara il cibo, Maria intrattiene Gesù. In realtà questo episodio di ospitalità presenta alcuni particolari insoliti.

Prima di tutto Maria è descritta seduta ai piedi del Signore nella posizione tipica dei discepoli e si aggiunge che ascoltava la sua parola. S’intuisce che Gesù non è solo un ospite ma prima di tutto un maestro e Maria è una discepola. Marta invece indaffarata in tutte le preparazioni, non è del tutto a suo agio e, in una scena anche un po’ comica, si lamenta di essere lasciata sola e chiede a Gesù di sollecitare la sorella ad aiutarla.

Ammiriamo la perizia letteraria di Luca che in poche parole descrive una situazione molto plausibile che ha a che fare con la vita di tutti i giorni e la psicologia delle persone. Gesù non interviene come richiesto nella disputa tra sorelle, ma approfitta per portare l’attenzione su qualcosa che per lui è importante. La contrapposizione tra Marta e Maria è diventata famosa e quasi paradigmatica del dilemma tra azione e contemplazione. Ma cerchiamo di capire bene gli elementi di questo brano.

L’attività di Marta è il giusto prendersi cura dell’ospite, addirittura è espressa con il termine tipico del servizio, la “diaconia” che nel vangelo indica uno dei grandi insegnamenti di Gesù. Gesù non rimprovera Marta per la sua operosità ma per l’ansietà e quasi la dispersione che provoca in lei. Gesù ci mette in guardia nei confronti di un modo di essere attivi che può diventare dannoso dal punto di vista spirituale. Se la vita si riduce a una serie di cose da fare e si perde la capacità di ascolto, presto tutto perderà il suo senso e rimarrà solo un’arida superficialità.

Questa considerazione è utilissima nel mondo di oggi in cui siamo sempre impegnati, spesso costretti al superlavoro e abituati all’attivismo. Il lavoro, la gestione della casa e dei figli, il divertimento e spesso anche le attività religiose contribuiscono a riempire la nostra vita di occupazioni e spesso anche di preoccupazioni. In tutto questo ci perdiamo e spesso rischiamo di infiacchire la nostra vita interiore. In fondo anche noi guardiamo l’ascolto di Maria con un po’ di sospetto perché ai nostri occhi rischia sempre di essere poco produttivo. Invece per Gesù Maria si è scelta la parte migliore, cioè si è concessa il tempo per ascoltare il Signore e maturare uno sguardo profondo sulla realtà. Si noti che in questo brano Maria non parla mai, il suo è un atteggiamento di ascolto silenzioso.

Il silenzio assoluto di Maria, che non fa e non dice niente, è il perfetto «rinnegare » il proprio io che finalmente smette di voler essere protagonista nelle cose della vita e si abbandona a una Parola portatrice di senso. Maria ci insegna l’importanza di trovare, magari durante le vacanze, degli spazi di vero silenzio interiore, di raccoglimento, in cui rientrare in noi stessi ed esporci alla Grazia del Signore. Non è esatto contrapporre Marta e Maria come azione e contemplazione. Luca vuole semplicemente purificare l’azione nella contemplazione. Allo stesso modo il profeta Isaia alcuni secoli prima affermava che «nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza» (Is 30,15).

 

Servizio: il termine diaconia indica originariamente il “servizio a tavola”. Da qui il significato si allarga a “provvedere il sostentamento” e infine a indicare il “servizio” in generale, anche riferito ai vari ruoli presenti nella comunità cristiana.

I verbi della preoccupazione: il verbo tipico per indicare il preoccuparsi è merimnao, lo stesso usato da Gesù nel famoso passo di Matteo “non preoccupatevi di cosa mangerete o di cosa vestirete…” (Mt 6,25-34). Il verbo thorubazomai, tradotto qui con “agitarsi”, indica all’attivo il “sollevare un tumulto”. Gesù nel vangelo mette spesso in guardia i suoi discepoli dal pericolo delle preoccupazioni, che possono arrivare a soffocare la Parola della predicazione.

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