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Reti di famiglie accoglienti: prossimità familiare

La Rete è il tentativo di arricchire di valenza comunitaria la scelta dell’accoglienza, grazie al Fondo CEI 8xmille.

a cura dell’Associazione Venite alla Festa

 

Reti di famiglie accoglienti: prossimità familiare

 

Nato per iniziativa dell’Associazione Venite alla Festa, il progetto si prefigge di promuovere, attraverso l’attuazione, da parte di volontari, di servizi di affiancamento e sostegno a famiglie in difficoltà, il diffondersi di modalità e prassi che favoriscano una cultura dell’accoglienza.

Si tratta in buona sostanza di impegnarci, a volte costringerci, ad alzare lo sguardo. Per vedere cose nuove, per vedere altro da ciò che conosciamo già e ci rassicura. Significa vedere come intorno a noi vi siano tante famiglie che vivono in una condizione di fatica e vulnerabilità e che sono profondamente e drammaticamente sole.

Bambini che non possono vivere la loro infanzia, perché presi da preoccupazioni da grandi o perché, semplicemente, le persone che si occupano di loro sono travolte dalle difficoltà della vita quotidiana e non hanno tempo e modo di accompagnare i loro figli nelle attività o esperienze che noi consideriamo “normali”. La nostra normalità, per qualcun altro, può essere fatta di ostacoli insormontabili. Dunque, alzare lo sguardo può voler dire accompagnare un bimbo nelle sue attività perché la mamma sola e con un neonato a carico, non ce la fa; far fare i compiti a una bimba i cui genitori non parlano la nostra lingua e non sanno proprio come aiutarla; far passare qualche pomeriggio di serenità ad un bimbo la cui mamma è sempre triste o ammalata.

La Rete è il tentativo di arricchire di valenza comunitaria la scelta dell’accoglienza: ogni situazione è “presa in carico” da uno o più volontari e condivisa nel gruppo stesso, così da diventare “impegno” di tutti i volontari che la sentono come propria e mettono a fattor comune suggerimenti per portarla avanti al meglio. Infatti, pur nelle legittime differenze che caratterizzano i gruppi nati a Carpi, Soliera, Novi e Campogalliano, ciò che accomuna l’esperienza di tutti è:

a) la vicinanza esistenziale ed il sostegno reciproco tra i volontari nella scelta fatta e soprattutto nel servizio a loro affidato dal gruppo;
b) la possibilità di essere affiancati nelle situazioni specifiche da parte di persone con maggiore esperienza e competenza;
c) il riconoscersi in un percorso di formazione permanente che aiuti ad aumentare la competenza e ad alimentare le motivazioni;
d) la sensibilizzazione “permanente” della comunità sociale al tema dell’accoglienza familiare e all’attenzione al disagio sociale;
e) il favorire il dialogo tra volontari e famiglie con i Servizi, le Istituzioni e la Comunità Ecclesiale.

Il contributo che la Chiesa di Carpi ha dato al progetto attraverso il fondo straordinario della CEI per l’emergenza Covid, oltre agli evidenti vantaggi di natura economica, ha significato molto in termini di riconoscimento e condivisione degli obiettivi previsti, a significare comunanza di vedute e apprezzamento per i tentativi di risposta proposti.

Nei mesi oggetto del finanziamento sono stati avviati 5 nuovi progetti di aiuto e sostegno che si sono aggiunti agli altri 7 che nel frattempo proseguivano. Sempre in questo periodo abbiamo realizzato una formazione congiunta: rappresentanti dei gruppi di volontari e operatori dei Servizi Sociali. Per la prima volta insieme, sul tema “I progetti di sostegno alle famiglie fragili: dalla domanda alla costruzione della risposta”.

L’obiettivo principale, oltre quello altrettanto utile di una conoscenza reciproca maggiore, è stato quello di condividere le premesse ed i significati che ciascuno, in base al proprio ruolo, attribuisce al progetto reti di famiglie accoglienti. Questo perché un ulteriore impulso al progetto nasce dall’incontro con chi sul territorio lavora e si impegna nei medesimi ambiti. Soprattutto all’interno della nostra Chiesa locale, dove esistono esperienze importanti e che potrebbero portare a sinergie così da ottimizzare e migliore il lavoro di ciascuno.

Come fatto sin dall’inizio, confermiamo la nostra disponibilità ad incontri con i Consigli Pastorali parrocchiali, i gruppi famiglia, i centri di ascolto Caritas, o altri gruppi, non tanto o non solo per presentare il progetto Reti di Famiglie Accoglienti, ma per verificare e promuovere possibili azioni di sostegno comuni.

A volte basta un piccolo aiuto

Un Passaggio, una parola, qualche ora …

…L’importante è non essere soli

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