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Tragedia evitabile?

La tragica morte di Alessandra Arletti, travolta da una macchina lungo Traversa San Giorgio, suscita dolore e riaccende le polemiche.

Tragedia evitabile?

di Maria Silvia Cabri

Morire a 20 anni, in una giornata di fine estate, mentre si sta passeggiando con il proprio fidanzato. Alessandra Arletti, nel tardo pomeriggio di giovedì 1 settembre, è stata travolta da un Suv lungo Traversa San Giorgio, di ritorno dal “percorso della salute” di Santa Croce: l’automobile li ha centrati entrambi. Il fidanzato, 20 anni, carpigiano è stato sbalzato nel fosso e portato in elisoccorso all’ospedale di Baggiovara in terapia intensiva con prognosi riservata. Per Alessandra, nonostante il tempestivo intervento dei mezzi di soccorso, non c’è stato nulla da fare. La notizia della sua morte ha profondamente colpito tutta la comunità: Alessandra, lunghi capelli, il viso pulito, le foto con le amiche. Venti anni di spensieratezza, di progetti e sorrisi, spazzati via per sempre in pochi istanti. Saranno le indagini, condotte dalla Polizia locale dell’Unione Terre d’Argine a stabilire la dinamica che ha portato al tragico impatto: secondo alcuni testimoni i due fidanzati stavano camminando lungo la strada per immettersi in via Bassa. Incrocio nel quale ora vi sono mazzi di fiori e lettere rivolte alla ragazza.

L’automobilista, un 60enne carpigiano, che proveniva da via Mulini in direzione Correggio, come atto dovuto, è stato indagato per omicidio stradale. È il tempo del dolore per il papà Raul, geometra, la mamma Rossella e la sorella Federica (studentessa di Giurisprudenza); un lutto che stanno vivendo con dignità e riservatezza. La città tutta si stringe a loro: anche la Diocesi di Carpi, nella persona del vicario generale monsignor Ermenegildo Manicardi, ha manifestato vicinanza e sostegno alla famiglia.

Una strada “assassina”

La morte tragica della giovane Alessandra ha riacceso le polemiche sulla pericolosità di Traversa San Giorgio in relazione alla presenza del “percorso della salute” che attraversa in due punti (via Bollitora con semaforo a chiamata e via Bersana e, dall’altra parte della strada, via Bassa, senza però alcun semaforo né strisce pedonali) la strada a scorrimento veloce che collega l’uscita dell’autostrada a Modena.

Alessandra non è infatti la prima vittima di quella strada: il 10 ottobre 2019 Kamel Jellali, 56 anni, perse la vita all’incrocio tra via Bollitora e Traversa San Giorgio dopo essere stato investito da due macchine, poco dopo le 19. Anche lui stava facendo il “percorso della salute”, come quasi ogni giorno. Il sindaco Alberto Bellelli ha inviato e firmato ad Anas (società del Gruppo FS Italiane che si occupa di infrastrutture stradali) una lettera per sollecitare “nuovamente l’esigenza di adottare provvedimenti per favorire in sicurezza l’attraversamento della strada Traversa San Giorgio” che dal 2021 è di competenza dell’Anas (prima era della Provincia).

“Come Sindaco, esprimo il mio forte rammarico perché non è stata recepita la richiesta di realizzare l’attraversamento pedonale, che avevamo già richiesto in sede progettuale per consentire dell’apertura del Parco Santa Croce. La Traversa San Giorgio è un’arteria sulla quale transita un numero elevato di veicoli che la percorrono ad alta velocità; il 6% di essi sono veicoli pesanti. L’attraversamento di tale sede stradale da parte di pedoni e ciclisti è necessario come collegamento tra la parte sud della città e la frazione di Santa Croce, sia ai residenti che ai numerosi cittadini che svolgono attività sportive lungo i percorsi natura; nonostante la strada sia ben lunga, è presente un unico attraversamento semaforico all’altezza di Via Bollitora. È prioritario mettere in sicurezza l’attraversamento di questa arteria: è indispensabile realizzare un impianto semaforico di attraversamento all’altezza di Via Bassa, sincronizzato con l’esistente e opportunamente tarato, e di attuare una riduzione dei limiti di velocità a 50 Km/h (in deroga a quelli vigenti, 70 Km/h, declassando la strada anche se non attraversa un centro abitato o comunque una zona come la definisce l’art. 3 del CdS). Facendo rientrare il Parco di prossima apertura a Santa Croce, con quelle di un ‘piccolo centro abitato’”.

“Nel chiedere una collaborazione fattiva in tal senso, sono a ribadire la disponibilità del Comune, nel realizzare a proprie spese gli interventi sopra descritti”. Da parte sua, il neo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Mario Ascari, ha affermato che “quello della sicurezza dell’accesso al Parco di Santa Croce è un tema fondamentale sul quale, sicuramente, come Fondazione abbiamo intenzione di tornare al più presto. Prima di aprire il nuovo Parco, occorre garantirne l’accesso in sicurezza”.

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