Noi ci siamo: la comunità fa rete
Attualità, Carpi, Territorio

Pubblicato il

8 Ottobre 2022

Noi ci siamo: la comunità fa rete

Progetto di accoglienza di una famiglia ucraina, frutto della collaborazione tra Amministrazione, Caritas diocesana e cooperativa il Mantello

Progetto di accoglienza della famiglia ucraina

 

 

Maria Silvia Cabri

 

Nadia e Volodimir hanno percorso dieci mila chilometri in macchina per fuggire dalla loro terra, l’Ucraina, e mettersi in salvo in Italia. Sono partiti ad aprile con i loro tre figli maschi, hanno attraversato tutta l’Europa, dormendo sempre in macchina. Sono scappati dalla guerra e ora hanno trovato un alloggio confortevole e sicuro e una rete di persone che li ha accolti e li accompagna in questo percorso. Dallo scorso agosto la famiglia ucraina alloggia a Fossoli, in quella che è la sede del circolo “La Fontana” (presso le ex-scuole della frazione), grazie ad un progetto di accoglienza condiviso dall’Amministrazione e dal terzo settore. A maggio è stato, infatti, stipulato un accordo di collaborazione tra il Comune, la cooperativa sociale il Mantello e la Caritas diocesana Per conto della Fondazione Caritas italiana, che aveva partecipato per Carpi al bando nazionale della Protezione civile per attività di accoglienza diffusa. Questa mattina tutti i soggetti partecipanti si sono trovati a Fossoli, nella sede dell’ex scuola, per presentare il progetto e l’esito positivo della sintonia di azioni.

“Questo accordo a tre – spiega Tamara Calzolari, assessore a Servizi sociali, Associazionismo e Immigrazione – prevede di mettere a disposizione un immobile per ospitare 8 profughi provenienti dall’Ucraina, con l’impegno di svolgere tutte le attività di accoglienza e accompagnamento che oggi sono rivolte alla famiglia ospitata nell’ex plesso scolastico di via Martinelli”. Dunque, oltre alla famiglia, ci sono altri tre posti nella struttura per ospitare profughi ucraini e altri cinque posti sono stati predisposti in un immobile a Mirandola, per accogliere altre persone.

“Come Amministrazione abbiamo messo a disposizione l’edificio che era, prima del sisma, la sede del circolo La Fontana, che in questi anni si è spostato in un’altra struttura – prosegue Mariella Lugli, assessore a Bilancio e Protezione civile –. Abbiamo chiesto il contributo di tutti. E tutti hanno risposto ‘ci siamo’”.

La cooperativa sociale il Mantello, infatti, in accordo con la Caritas diocesana, sta seguendo questo nucleo nel percorso di accompagnamento a scuola dei figli (i due gemelli frequentano le scuole elementari nella frazione e il più grande la prima all’istituto Meucci) e di inserimento sociale della famiglia. Il padre, Volodimir, ha trovato lavoro in un’azienda edile (la stessa professione che svolgeva in Ucraina) e Nadia, la mamma, sta frequentando un corso d’italiano al fine di essere inserita in un’attività lavorativa.

 

 

“Come Caritas diocesana – spiega la direttrice suor Maria Bottura – ci siamo attivati su vari progetti a sostegno dell’Ucraina. Stiamo seguendo e appoggiando 60 nuclei familiari, mediante il progetto di Caritas italiana. Interveniamo con aiuti alimentari, sostegno economico con il pagamento delle bollette o nel garantire abbigliamento. Inoltre i profughi sul territorio possono spendere presso l’Emporio Cinquepani i buoni che sono stati loro consegnati. Lavorare in rete è fondamentale: questa accoglienza è un esempio concreto di una positiva collaborazione riuscita”.

La Protezione civile collabora ai progetti mediante la raccolta di cibo da consegnare alle famiglie o da inviare in Ucraina, oltre ad aver garantito l’arredamento per l’accoglienza del nucleo familiare a Fossoli.

Allo sforzo collettivo di questi mesi si è aggiunta anche l’associazione “Al di là del muro” che ha donato alcuni elettrodomestici, come la televisione e la lavatrice, per rendere più confortevole l’alloggio. Attiva nel contribuire all’accoglienza è anche l’associazione Mriya di Carpi, che in questi mesi ha raccolto il materiale scolastico per i bambini e ragazzi che sono arrivati qui, e che garantisce vicinanza alle famiglie anche con un servizio di traduzione.

Volodimir e Nadia

 

“L’accoglienza dei profughi ucraini nel nostro comune – sottolinea l’assessore Calzolari – si è concretizzata attraverso un proficuo gioco di squadra che ha coinvolto l’Amministrazione comunale, la Protezione civile, la Caritas, la cooperazione sociale, il centro sociale la Fontana, e le associazioni di volontariato. Per questo sono particolarmente fiera di mostrare un aiuto concreto che si è realizzato per le famiglie che abbiamo accolto”.

In totale sono circa 300 i profughi ucraini che vivono a Carpi, in gran parte donne e minori. Su 294 persone, infatti, 135 sono femmine, 21 maschi, e 138 hanno da zero a 17 anni. Di questi 46 frequentano la scuola: tre quella d’infanzia, 25 la primaria e 18 le scuole medie. A questi si aggiungono gli studenti delle superiori.

La grande parte di questi profughi vive presso parenti o in sistemazioni autonome, avendo chiesto un contributo statale. Mediante il bando della prefettura lo sportello sociale del Comune di Carpi ha segnalato 42 nuclei familiari che sono stati sistemati in parte nel nostro territorio e in parte su altri comuni a questi si aggiungono. A ciò si aggiunge l’accoglienza cosiddetta “diffusa” nelle case private, sostenuta da un aiuto economico garantito per la durata di tre mesi.

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