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Intervista a Luca Lombroso

CulturalMente, una rubrica di Francesco Natale

Intervista a Luca Lombroso

Ospite di questo nuovo numero di “CulturalMente” Luca Lombroso, noto meteorologo e divulgatore scientifico da poco in libreria con “Attenti al meteo” edito da Artestampa.

Perché dovremmo essere “attenti al meteo”? Cosa ci vuole dire la terra con i fenomeni violenti a cui stiamo assistendo?

Al di là dei cambiamenti climatici, stare “Attenti al meteo” significa riprendere il contatto con i fenomeni atmosferici. Nella nostra società viviamo in climi artificiali, caldi d’inverno freschi d’estate, e spesso perdiamo il senso della realtà. Anche una semplice pioggia o una dolce nevicata ci mettono in crisi.

Figuriamo un tornado, una alluvione, la grandine e le saette, sottotitolo del mio libro.

I fenomeni violenti ci dicono che il clima è già cambiato, e imparare a conosce i fenomeni e come comportarci è un metodo di adattamento cosiddetto “soft”, leggero. Costruire un invaso per la siccità, mettere l’aria condizionata per il caldo estivo, rafforzare e sovradimensionare le infrastrutture per resistere a tornado e downburst o smaltire le acque di una impropriamente detta bomba d’acqua è un metodo a volte necessario ma invasivo. Capire come ci comportiamo, cosa sbagliamo e cosa invece dovremmo fare in questi casi è un metodo semplice, che non costa niente ma che è la prima difesa che abbiamo a disposizione.

Spesso si sente dire che siamo vicini a un “punto di non ritorno” e che la situazione ecologica può solo peggiorare. È vero?

Diciamo che indietro non si torna, “ma di certo possiamo prepararci adeguando la cultura e i comportamenti”, come mi commenta Cristiano Bottone nel retro del mio libro. E se indietro non si torna, chiaro che perseverando così si può solo peggiorare. Ma non è nel dettaglio di azioni nel senso di ridurre le emissioni serra o di buone pratiche ambientali che parlo in Attenti Al meteo, Tornado Alluvioni Grandine e Saette Edizioni Artestampa. Riprendo i temi a me cari, la mia formazione ovvero la meteorologia, che è l’altra faccia del clima. Per portare il lettore alla scoperta di cosa sono cicloni e anticicloni, come si forma la neve, come usare gli allerta meteo. Con un tocco di ironia e con alcune cose simpatiche come le mie meteo barzellette preferite.

Giovani e ambiente. Quanto i giovani sono attenti all’ambiente? È vero che spesso protestano nelle piazze senza però fare nulla di concreto per salvare il pianeta?

C’è chi dice che non accetta la protesta senza proposta. Diciamo che l’ha detto l’ex ministro della Transizione Ecologica. Io credo invece che protestare sia un diritto, anche senza lanciare proposte specifiche contestare un’opera dannosa o la mancata azione climatica è diritto e forse dovere dei giovani. E in questo, il messaggio di Greta Thunberg, a cui dedico un intero capitolo definendomi Gretino, ha senz’altro aiutato. Quello che i giovani devono avere però consapevolezza è che la transizione ecologica, come dice del resto Greta, non sarà indolore. Dovremo rinunciare a tante cose a cui siamo abituati, per avere in cambio però altre cose che magari ci piacciono di più. Io per esempio preferisco il silenzio del mio impianto fotovoltaico con accumulo e possibilità di andare a isola in caso di black out al rombo e smog di una moto sportiva.

Siamo in un periodo che ha come protagonista le bollette alle stelle, qual è la ricetta ecologica per uscire da questa situazione?

Risparmio energetico, efficienza energetica, fonti rinnovabili. Non perdiamo tempo con nullità irrilevanti come spegnere il gas nel cuocere la pastasciutta, l’ho misurato ed è veramente ininfluente, il consumo di gas a uso cucina è meno del 5%, gli aumenti del 100% per non parlare del rischio di carenza fisica gas e elettricità. Altrettanto gli stand by, gli apparecchi più recenti in stand by portano l’assorbimento a zero, l’ho misurato. Concentriamoci su cose incisive come ritardare l’accensione degli impianti e passare l’elettricità a rinnovabili. Per esempio, io ho appena aggiornato il mio impianto fotovoltaico con l’accumulo a batterie. E informarsi, pochi sanno che in questa configurazione, è possibile mettere un dispositivo per funzionare a “isola” in caso di black out. Oppure, chi non può, scelga fornitori di energia che ci alimentano a fonti rinnovabili, magari investendo piccole somme nella compartecipazione a impianti collettivi remunerati con sconto in bolletta. Oppure, organizzarsi in comunità energetiche. Insomma, #sipuofare.

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