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Attualità, Chiesa
Pubblicato il Gennaio 4, 2023

Un ricordo di Benedetto XVI, il “papa teologo”

Il carpigiano Claudio Bertani ricorda quando “dialogò” con Papa Benedetto XVI a distanza in diretta Rai durante il programma “A sua immagine”. “Santità, che cosa fa Gesù nel lasso di tempo tra la morte e la Risurrezione?”, la domanda di Bertani. Questa la risposta del Santo Padre

di Claudio Bertani

 

Foto Osservatore Romano / AFP

 

In questi giorni tutti i media hanno parlato di Papa Joseph Aloisius Ratzinger morto la vigilia dell’inizio del nuovo anno e, mentre sto scrivendo, decine di migliaia di persone ne stanno visitando la salma nella basilica di San Pietro. Il mio è un ricordo che risale al Venerdì Santo 22 aprile 2011, quando alla trasmissione Rai “A sua immaginePapa Benedetto rispose a tutto il mondo con le sette domande che furono formulate una dal Giappone, un’altra da Baghdad, poi dalla Costa d’Avorio e le altre dall’Italia.

La mia era la quinta domanda che recitava così: “Santo Padre, la prossima domanda è sul tema della morte e della Risurrezione di Gesù, e arriva dall’Italia. Gliela leggo: Santità, che cosa fa Gesù nel lasso di tempo tra la morte e la Risurrezione? E visto che nella recita del Credo si dice che Gesù, dopo la morte, discese negli Inferi, possiamo pensare che sarà una cosa che accadrà anche a noi, dopo la morte, prima di salire al Cielo?”.

Questa la risposta del Papa.

“Innanzitutto, questa discesa dell’anima di Gesù non si deve immaginare come un viaggio geografico, locale, da un continente all’altro. È un viaggio dell’anima. Dobbiamo tener presente che l’anima di Gesù tocca sempre il Padre, è sempre in contatto con il Padre, ma nello stesso tempo quest’anima umana si estende fino agli ultimi confini dell’essere umano. In questo senso va in profondità, va ai perduti, va a tutti quanti non sono arrivati alla meta della loro vita, e trascende così i continenti del passato. Questa parola della discesa del Signore agli Inferi vuol soprattutto dire che anche il passato è raggiunto da Gesù, che l’efficacia della Redenzione non comincia nell’anno zero o trenta, ma va anche al passato, abbraccia il passato, tutti gli uomini di tutti i tempi. I Padri dicono, con un’immagine molto bella, che Gesù prende per mano Adamo ed Eva, cioè l’umanità, e la guida avanti, la guida in alto. E crea così l’accesso a Dio, perché l’uomo, di per sé, non può arrivare fino all’altezza di Dio. Lui stesso, essendo uomo, prendendo in mano l’uomo, apre l’accesso, apre cosa? La realtà che noi chiamiamo Cielo. Quindi questa discesa agli Inferi, cioè nelle profondità dell’essere umano, nelle profondità del passato dell’umanità, è una parte essenziale della missione di Gesù, della sua missione di Redentore e non si applica a noi. La nostra vita è diversa, noi siamo già redenti dal Signore e noi arriviamo davanti al volto del Giudice, dopo la nostra morte, sotto lo sguardo di Gesù, e questo sguardo da una parte sarà purificante: penso che tutti noi, in maggiore o minore misura, avremo bisogno di purificazione. Lo sguardo di Gesù ci purifica e poi ci rende capaci di vivere con Dio, di vivere con i Santi, di vivere soprattutto in comunione con i nostri cari che ci hanno preceduto”.

Questo è un ricordo tutto in diretta Rai che tengo nel cuore.

Carpi, 3/1/2023

 

 

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