L’indipendenza
Lo sportello di Notizie
Pubblicato il Novembre 1, 2023

L’indipendenza del giudice

“Lo sportello di Notizie”: l’avvocato penalista Cosimo Zaccaria interviene su questioni inerenti il vivere quotidiano

 

In questo periodo, si parla molto di Giudici e della loro indipendenza. Tutti – in apparenza – concordano su un principio: il giudice deve essere indipendente, ovvero decidere in autonomia e senza condizionamenti, in altre parole deve essere equo. Chi mai vorrebbe essere giudicato da un giudice NON indipendente, privo di equità? Il giudice – nel pensiero comune e forse sulla base del diritto naturale – è giusto e quindi equo ed autonomo per definizione.

E allora per quali ragioni, nei giorni nostri, s’invoca a gran voce la sua indipendenza, come se non esistesse? Si noti bene: il richiamo giunge non solo dai normali cittadini, ma anche dai politici e dagli stessi giudici. E’ evidente che qualcosa non sta funzionando e allora è opportuno tornare alla radice del concetto ed esaminarlo con onestà intellettuale. In primo luogo è giusto domandarsi da chi il giudice deve essere indipendente. Soffermandoci sulla domanda, la risposta più intuitiva è: da altri soggetti che direttamente o indirettamente possono o vogliono condizionarlo. Sotto questo punto di vista, il sistema giuridico italiano è perfetto sulla carta, basandosi sulla divisione dei tre poteri fondamentali, quello legislativo (spettante al parlamento), quello giudiziario (ai giudici), quello esecutivo (al governo).

I tre poteri potranno e dovranno dialogare fra loro, confrontandosi, ma mai prevaricandosi. In concreto: se un giudice, ritiene in un caso specifico, non applicabile un decreto emanato dal governo, potrà disapplicarlo, in modo motivato. Parimenti il governo, anziché contestare il giudice o condizionarlo, potrà ricorrere con un appello o altro strumento previsto dall’ordinamento per far valere le proprie ragioni e domandare ad un organo giudiziario superiore l’applicazione dei propri diritti. Quello che il governo non potrà, sarà condizionare in modo non conforme alla legge l’operato del giudice.

Ma non è finita qui. Si torni alla domanda in radice, ovvero quale altro condizionamento può minare l’indipendenza del giudice? La risposta è altrettanto semplice: l’ideologia, le convinzioni personali del giudice. Il giudice, quando è chiamato ad esercitare la sua funzione, oserei dire quasi suprema, deve agire studiando il caso concreto applicando le leggi dell’ordinamento, evitando di essere condizionato dalle proprie convinzioni personali, ideologiche, politiche. Il giudice deve, per legge, per giustizia, per diritto naturale, essere neutrale e lasciare le proprie convinzioni nel cassetto del proprio animo, evitando di invischiarle nella funzione suprema del decidere.

Ed ecco che, tornando al caso precedente, se il giudice disapplica un decreto del governo per motivazioni puramente ideologiche e/ o politiche, non è indipendente. Subisce una forma di attacco endogeno alla propria autonomia. Il giudice che si trovi in una simile situazione, dovrà astenersi dal valutare, oppure, più semplicemente, applicare le leggi che non condivide ma che ha giurato di rispettare. Diversamente, se dovesse non applicare il decreto “perché non gli piace”, sarebbe – per propria scelta personale non più indipendente, violando la sua funzione ed intromettendosi nel potere esecutivo esercitato dal governo. Banalizzando il caso, quale squadra di calcio vorrebbe come arbitro un tesserato della squadra avversaria?

Tornando all’inizio e concludendo, si può comprendere quanto sia sottile il tema dell’indipendenza del giudice, indipendenza che potrà essere attaccata non solo dall’esterno, ma anche “dall’interno”, ovvero dalle convinzioni proprie del giudice. L’unico vero antidoto a simili distonie – a mio sommesso parere – resta la coscienza, la consapevolezza del ruolo, l’onestà intellettuale di tutti, sapendo che un giudice NON indipendente o che viene reso NON indipendente non è un giudice.

La Residenza Stella, vicinanza ogni giorno
La Residenza Stella non chiude mai: 365 giorni l’anno al servizio della comunità. De Nittis: “Gli ultimi sono i primi”
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 4 Gennaio, 2026
La Residenza Stella non chiude mai: 365 giorni l’anno al servizio della comunità. De Nittis: “Gli ultimi sono i primi”
Corale Regina Nivis, concerto dell’Epifania
Martedì 6 gennaio, alle 16.30, nella chiesa madre della parrocchia Madonna della Neve a Quartirolo di Carpi, tradizionale concerto dell’Epifania della Corale Regina Nivis
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 3 Gennaio, 2026
Martedì 6 gennaio, alle 16.30, nella chiesa madre della parrocchia Madonna della Neve a Quartirolo di Carpi, tradizionale concerto dell’Epifania della...
Il 6 gennaio messa in ricordo di Enrico Lovascio, nel quinto anniversario della nascita al cielo
La celebrazione, che sarà presieduta da don Massimo Dotti, si terrà in Cattedrale a Carpi alle ore 18. A seguire un momento di testimonianza e condivisione
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 3 Gennaio, 2026
La celebrazione, che sarà presieduta da don Massimo Dotti, si terrà in Cattedrale a Carpi alle ore 18. A seguire un momento di testimonianza e condivi...
Celebrazione interdiocesana nella Giornata della pace
59ª Giornata mondiale della pace: il vescovo Erio Castellucci ha presieduto la celebrazione interdiocesana in Cattedrale. Ricordato il quinto anniversario dell’inizio del suo ministero alla guida della Diocesi di Carpi.
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 2 Gennaio, 2026
59ª Giornata mondiale della pace: il vescovo Erio Castellucci ha presieduto la celebrazione interdiocesana in Cattedrale. Ricordato il quinto annivers...
Don Rodrigo, Modena: fermato un 29enne italiano
Svolta sull'aggressione al missionario: il giovane lo aveva seguito sul bus. Arma nascosta in un immonile disabitato
di Silvia 
Pubblicato il 2 Gennaio, 2026
Svolta sull'aggressione al missionario: il giovane lo aveva seguito sul bus. Arma nascosta in un immonile disabitato