Una riflessione serena dopo ciò che si è visto per la festa della donna
In punta di spillo

Pubblicato il

13 Marzo 2024

Una riflessione serena dopo ciò che si è visto per la festa della donna

In punta di spillo, una rubrica di Bruno Fasani

Nella cucina dove sono cresciuto esistevano soltanto due quadri. Uno, centrale, nella parete di fronte per chi entrava. Si trattava di una oleografia della Sacra Famiglia. Era un’immagine di serie, comune a tutte le famiglie del tempo, tenuta leggermente inclinata in avanti come per favorire ai santi protettori una migliore visione sugli abitanti della casa. L’altro quadro, sempre inclinato in avanti, era una cornice piena dei volti dei tanti cari che erano già nella pace di Dio. Anche loro dovevano vedere quello che accadeva in quegli spazi poveri e provvedere all’occorrenza, intercedendo presso il Signore. Tutto il femminismo che ho respirato da bambino era in quell’angolo di Nazareth, che pendeva dalla parete. Chi fosse poi la donna all’interno della famiglia e quale dignità possedesse, quello l’ho imparato da mio padre. Non l’ho mai sentito alzare la voce con mia madre. Neppure se aveva alzato il gomito. Non l’ho mai sentito dire una parola sconveniente o fuori le righe. Il rispetto gliel’ho letto negli sguardi, prima ancora che nelle parole. Ecco perché la parola patriarcato non riesce ad entrarmi nelle corde, con quella valenza negativa con cui certa ideologia lo denuncia in piazza.

La mamma lasciava che il papà facesse il padre, ma poi lei era bravissima a fare la madre, ruolo assolutamente diverso da quello dei padri. Perché se questi ultimi avevano il compito di gestire la famiglia con la consistenza psicologica della fermezza e delle regole, spettava al genio femminile il grande ruolo di ammortizzatore dei conflitti dentro casa, perché solo le madri sanno ascoltare in un certo modo. Tutti noi siamo andati da loro con le nostre richieste, i malumori e, qualche volta, le lacrime di intercessione. E solo loro, rinviando la soluzione ai padri, nel rispetto del loro ruolo, facevano quell’opera di mediazione che spegneva i conflitti prima ancora del loro nascere.

Non sono così ingenuo da non conoscere quante conquiste siano state fatte da parte delle donne e quante ne rimangano da fare, soprattutto in ordine ad una maggiore perequazione economica e sociale. Ecco perché trovo tanto qualunquismo nel mito stanco della mimosa, nei troppi auguri che sanno di retorica, così come nei polverosi proclami dei politici, in cui il dovere di dire ciò che è politicamente corretto si avverte più forte delle reali convinzioni. La mimosa che sogno sta nelle mani di aziende e industriali disposti ad assumere anche nella prospettiva di future gravidanze, pronti a fare contratti part time o con lavoro da casa, per chi ha messo al mondo un bambino. Sogno contratti dove l’ammontare dei compensi non tenga più conto della diversità di genere. Sogno la mimosa in mano a donne che mostrano quanta forza hanno nella mente, anziché distrarre, esibendo il molto che hanno nella carne. Sogno la mimosa sulla bocca di tante altre, scese in piazza a sbandierare ideologie contro, sperando che il profumo e la bellezza dei fiori confondano l’afrore di slogan pieni di ideologia e rancore. Sogno donne con la mimosa in pugno, scendere in piazza per le donne iraniane, messe a morte per una ciocca di capelli al vento, o di quelle violentate nelle trincee di guerra, in Ucraina, come in Israele, con la stessa forza con cui dicono di essere vicine alle donne di Gaza.

Sogno meno ideologia e maggiore solidarietà tra di loro, evitando che la politica se ne impadronisca, rubando loro il genio femminile, sostituito da un maschilismo in calzamaglia. Rallento il passo e mi rifugio ancora sotto l’oleografia inclinata di casa, per domandarmi se non sia il caso di ripartire ancora da lì, per dare alla donna la dignità che le spetta.

Evento solidale “Un Pasto al Giorno” con la Comunità Papa Giovanni XXIII
“Un Pasto al Giorno”, l’evento solidale della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, si terrà in varie date in Diocesi di Carpi, a partire da sabato 3 e domenica 4 ottobre presso il Duomo di Mirandola
di redazione@notiziecarpi.it 

Pubblicato il

2 Ottobre 2026
“Un Pasto al Giorno”, l’evento solidale della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, si terrà in varie date in Diocesi di Carpi, a ...
Festa di San Francesco con la Schola Cantorum Sancta Caecilia
Il Museo Diocesano di Carpi e il Museo Civico di Correggio organizzano due appuntamenti con la Schola Cantorum Sancta Caecilia di Correggio all’interno del progetto culturale dedicato all’VIII centenario del transito di San Francesco
di redazione@notiziecarpi.it 

Pubblicato il

2 Ottobre 2026
Il Museo Diocesano di Carpi e il Museo Civico di Correggio organizzano due appuntamenti con la Schola Cantorum Sancta Caecilia di Correggio all’intern...
Celebrazione ecumenica nella Giornata per la cura del creato
Nel verde del centro parrocchiale in via Posta a Mirandola si è tenuta la Celebrazione ecumenica della Parola di Dio dal titolo “Acqua Viva”, nella 21ª Giornata di preghiera per la cura del creato, promossa dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Modena
di redazione@notiziecarpi.it 

Pubblicato il

2 Ottobre 2026
Nel verde del centro parrocchiale in via Posta a Mirandola si è tenuta la Celebrazione ecumenica della Parola di Dio dal titolo “Acqua Viva”, nella 21...
Laboratorio Teologico Realino, presentazione del programma 2026-27
Martedì 6 ottobre, alle 21, nell’Aula Magna del Seminario vescovile a Carpi, il Laboratorio Teologico Realino Carpi presenterà il programma delle attività 2026-2027 rivolte alle laiche e ai laici delle Diocesi di Carpi e di Modena-Nonantola
di redazione@notiziecarpi.it 

Pubblicato il

2 Ottobre 2026
Martedì 6 ottobre, alle 21, nell’Aula Magna del Seminario vescovile a Carpi, il Laboratorio Teologico Realino Carpi presenterà il programma delle atti...