Comitato per la giustizia climatica e sociale: sì al fotovoltaico no alla speculazione
Carpi, Territorio

Pubblicato il

2 Aprile 2025

Comitato per la giustizia climatica e sociale: sì al fotovoltaico no alla speculazione

"Ci opponiamo a questo utilizzo scriteriato che impatta sul suolo, sugli ecosistemi e sulla preziosa biodiversità"

Assemblea pubblica su agrivoltaico

 

Il “Comitato per la giustizia climatica e sociale” interviene in merito all’assemblea convocata dell’Amministrazione comunale, lunedì sera, al circolo La Fontana di Fossoli, per illustrare il progetto di insediamento dell’impianto agrivoltaico del “Cascinetto” e, più in generale, la prospettiva di una concentrazione di altri analoghi interventi nelle campagne a nord di Fossoli e a Rovereto. “Sì fotovoltaico, no consumo di suolo, no speculazione”: questo il fulcro della posizione del Comitato. “L’assetto normativo e gli incentivi pubblici stanno a dimostrare che questi impianti hanno ben poco a che fare con la ‘transizione ecologica’, ma sono pura speculazione energetica a servizio di imprese private, attuata con fondi pubblici e sfruttando i territori e le popolazioni che li abitano, senza alcun ritorno per gli stessi; nè sconto in bolletta per i cittadini né sono certe le compensazioni (che già dal nome fanno capire come questo uso delle tecnologie rinnovabili produca danni). Ribadiamo che siamo favorevoli al fotovoltaico ma ci opponiamo a questo utilizzo scriteriato che impatta sul suolo, sugli ecosistemi e sulla preziosa biodiversità, e crediamo che si debba investire innanzitutto sugli impianti da installare sui tetti di abitazioni, aziende, parcheggi, aree cementificate, in una logica democratica di microgenerazione distribuita ben rappresentata dall’esperienza delle comunità solari energetiche. Nell’assemblea di lunedì è emersa una grande preoccupazione nei confronti di questi impianti e una diffusa contrarietà, nonostante quanto scritto da alcuni organi di stampa locali che forse hanno partecipato ad un’altra assemblea. Al Sindaco Righi ma anche al Sindaco Diacci di Novi, e in generale alle istituzioni locali coinvolte in questa vicenda, chiediamo di avere maggiore coraggio nel tutelare il nostro territorio e nel respingere tale speculazione che sta sottraendo agli Enti pubblici il ruolo di pianificazione territoriale a favore di attori privati senza scrupoli”.

Un aspetto importante che è emerso durante l’assemblea, non sufficientemente approfondito, riguarda le conseguenze indirette di questa speculazione energetica: il preoccupante aumento del costo dei terreni agricoli alimentato dalla “campagna acquisti” da parte di chi intende realizzare questi impianti. Questa dinamica, unita alla scarsa valorizzazione economica del lavoro degli agricoltori, sta rendendo sempre più difficile la vita agli agricoltori locali, in particolare a coloro che coltivano terreni meno produttivi e che già si trovano in una situazione di fragilità economica. Come “Carpi per la giustizia climatica e sociale” crediamo fermamente che la transizione energetica ed ecologica non debba avvenire sulla pelle dei più deboli. Non è accettabile che la risposta alle difficoltà in cui versa parte del settore agricolo sia semplicemente quella di “liquidare” il problema, lasciando che i nostri agricoltori siano costretti a vendere la propria terra a multinazionali. Ribadiamo che la nostra opposizione a questo modello di agrivoltaico nasce dalla convinzione che una transizione energetica ed ecologica ben pianificata possa preservare sia l’ambiente sia il tessuto socio-economico legato ai terreni agricoli, compresi quelli che, pur essendo attualmente incolti, potrebbero tornare a essere produttivi, dopo interventi di bonifica necessari a seguito di passate attività inquinanti. È quindi evidente che le norme in materia energetica sono inadeguate e che vanno ripensate per garantire una transizione giusta e sostenibile per le comunità”.

“A tal fine segnaliamo il “Coordinamento interregionale per problema pale eoliche e fotovoltaico” composto da 161 Sindac* che si sono attivati presso Governo e Parlamento per ottenere modifiche profonde alle leggi vigenti in materia e l’importante sentenza del Consiglio di Stato 1872/2025, con cui è stata bloccata la realizzazione di un impianto eolico sul Monte Amiata, facendo riferimento all’art. 9 della Costituzione che “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” fissando un principio generale applicabile anche in altri contesti come la giurisprudenza insegna. Una sentenza che dimostra che i valori costituzionali ambiente e paesaggio non possono essere sacrificati in ragione della normativa di favore per le rinnovabili, che in questi ultimi anni è stata ampliata oltre ogni limite. Per quanto ci riguarda, se i nostri Comuni condurranno una lotta in tal senso avranno tutto il nostro appoggio”.

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