Cattedrale:
Carpi, Chiesa
Pubblicato il Luglio 22, 2025

Cattedrale: celebrata la festa della Madonna del Carmelo

Come da tradizione, alla festa della Madonna del Carmelo, celebrata solennemente nella Cattedrale di Carpi, è stato consegnato lo scapolare, ovvero l’“abito” della Vergine, ai fedeli che lo hanno richiesto. Le testimonianze di Milena Lasalandra, parrocchiana del Duomo, e di Bona Poli Catellani, referente per questa devozione

di Virginia Panzani

 

Milena Lasalandra (seconda da sinistra), Bona Poli Catellani (al centro) con don Tinu e alcune fedeli che hanno ricevuto lo scapolare

 

“Fiore del Carmelo, vite fiorita, splendore del cielo, tu solamente sei vergine e madre. Madre mite, pura nel cuore, ai figli tuoi sii propizia, stella del mare”. E’ questo l’incipit dell’antica Sequenza, attribuita a San Simone Stock, che le carmelitane e i carmelitani nel mondo intonano nella festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Una ricorrenza che si è celebrata solennemente, lo scorso 16 luglio, anche nella Cattedrale di Carpi, quando, al termine delle Messe della mattina e della sera, è stato consegnato lo scapolare ad una decina di fedeli, che ne avevano fatto richiesta. Presenti anche Bona Poli Catellani, incaricata dal parroco come referente per questa devozione, e alcuni di coloro che hanno ricevuto lo scapolare già da anni. Il rito della consegna, dalle mani del parroco don Massimo Dotti e del vicario parrocchiale don Tinu Thommassery, è stato vissuto con particolare intensità e raccoglimento dai fedeli. Fra questi Milena Lasalandra, parrocchiana del Duomo, dove presta servizio come ministro straordinario della Comunione eucaristica e ministro della consolazione, oltre ad essere membro del Centro Italiano Femminile (Cif) di Carpi. “L’incontro con la Madonna del Carmelo è avvenuto nel dicembre del 2019 quando sono andata in terra Santa – racconta -. Quello sul Monte Carmelo è stato il primo santuario in cui sono entrata appena arrivati là. Il suo richiamo è stato sempre forte in diverse circostanze della mia vita, così come l’invito, rivoltomi da diverse amiche, a ricevere lo scapolare. Ogni anno c’era un qualcosa che non mi permetteva di riceverlo perché ero fuori in quei giorni. Questa volta, evidentemente, era l’anno giusto e, dopo aver parlato con Bona Poli Catellani e aver ricevuto una preparazione da parte sua, il 16 luglio scorso l’ho ricevuto. E’ stata un’emozione grande, ho provato un senso di pace e di conforto inspiegabile…”. Emozione condivisa, come hanno riferito, anche dagli altri partecipanti al rito. “Dire ‘sì’ a Maria portando lo scapolare è un atto di amore e di affidamento spirituale meraviglioso, e invito tutti a farlo – sottolinea Milena -. E’ un segno importante e tangibile della presenza di Maria che ti accoglie tra le sue braccia, sotto il suo manto, per sostenerti in qualsiasi momento della tua giornata”.

Il “lucignolo fumigante” è ancora acceso

“Rimango sempre sorpresa dell’afflusso dei fedeli il giorno della festa della Madonna del Carmelo. Inoltre, mi stupisce la richiesta dello scapolare. Tutto questo lo interpreto, data la poca pubblicità, come un volere della Madonna stessa per essere vicina ai suoi figli in modo semplice”. Così commenta Bona Poli Catellani, che, su incarico di monsignor Rino Bottecchi prima e di don Massimo Dotti oggi, tiene aggiornato il registro su cui vengono segnati i nomi di tutti coloro che ricevono lo scapolare del Carmine, proseguendo nell’usanza iniziata negli anni ’50-’60 da monsignor Antonio Bellini. “Lo scapolare, che in antico era una specie di grembiule da lavoro – spiega Bona – è l’abito caratteristico dei carmelitani e poggia appunto sulle scapole. Secondo la tradizione fu consegnato dalla Madonna in una apparizione a San Simone Stock, alle origini dell’Ordine Carmelitano”. Per i laici si tratta di due riquadri di stoffa legati da una cordicella: quello che pende davanti sul petto ha l’immagine della Madonna del Carmelo, mentre l’altro dietro sulle spalle raffigura il Sacro Cuore. Oggi, si può indossare anche come medaglietta da appendere al collo: entrambi sono stati consegnati il 16 luglio in Cattedrale. Chi ha indossato lo scapolare in vita ha la promessa dalla Vergine di essere liberato dal Purgatorio il primo sabato dopo la propria dipartita, secondo il cosiddetto “Privilegio sabatino” che fu approvato dalla Chiesa nei secoli, a partire da Papa Giovanni XXII nel XIV secolo. “L’affidamento a Maria attraverso lo scapolare – sottolinea – esprime la volontà di camminare con Lei, alla luce della parola di Dio, nei sacramenti, nella carità per il prossimo, verso la ‘vetta del monte’, che è il Signore Gesù. Non è un amuleto, bensì appunto l’abito della Vergine che ci ricopre e ci accompagna ogni giorno. È Lei che conosce i nostri desideri più veri, le lotte del cuore e le lacrime nascoste”. Ma quale “impegno” comporta portare l’abito della Madonna? “Non è affatto gravoso – risponde Bona -, anzi richiede semplicemente di rivolgere ogni giorno un ricordo e una preghiera, basta qualche Ave Maria, alla Madre Celeste. Non si finirebbe di raccontare in quanti modi la Sua presenza si rende manifesta a chi si affida a Lei! E riempie il cuore di stupore e di gioia notare – conclude – come quel ‘lucignolo fumigante’, di cui parla don Bellini in uno scritto allegato al registro delle iscrizioni, ad oggi non si sia ancora spento”.

 

 

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