Agesci,
Carpi, Chiesa
Pubblicato il Agosto 4, 2025

Agesci, sentieri di fratellanza

Al World Scout Moot, che si sta svolgendo in Portogallo, partecipano tre scout del gruppo Santa Croce 1

di Virginia Panzani

“Engage”, ovvero un invito all’impegno, al coinvolgimento, ad abitare la complessità dell’epoca attuale con responsabilità: è il motto del World Scout Moot, il raduno internazionale degli scout tra i 18 e i 25 anni, organizzato dal Wosm (Organizzazione mondiale del movimento scout) ogni quattro anni, che si sta svolgendo in Portogallo (25 luglio – 3 agosto). Circa 7.500 i partecipanti da tutto il mondo – di cui circa 300 dall’Italia – e altre centinaia tra aiutanti e organizzatori, da più di cento nazioni di tutti i continenti. Fra loro, nell’ambito del contingente italiano, ci sono tre membri del gruppo Agesci Santa Croce 1: come partecipanti Pietro Grillini e Matilde Prandi, rover e scolta del Clan, e Lorenzo Leonardi, maestro dei novizi, in servizio con l’organizzazione, il “planning team”. Lo scopo del Moot è quello di offrire un’occasione educativa interculturale per crescere come cittadini attivi del mondo. Il raduno ha avuto inizio a Lisbona, il 25 luglio, quando, dopo la cerimonia di apertura, ciascuno scout si è riunito con i membri della rispettiva Path – “sentiero” – di formazione.

“La Path – spiega Lorenzo Leonardi, che ha aiutato nel coordinamento e nell’organizzazione, per l’aspetto educativo, di 25 Path in tutto il Portogallo – è un campo, fisso, mobile o misto, come una route, organizzato principalmente da ragazzi da tutto il mondo, che ha la sua caratteristica di programma. Le aree di approfondimento sono quattro: natura, cultura, avventura, spiritualità. Le Path in totale sono 118, ciascuna diversa, e sono sparse per tutto il Portogallo, dalle coste del nord, a quelle del sud, nelle città principali e nelle montagne sperdute, così come nelle isole portoghesi nell’oceano Atlantico. Al momento dell’iscrizione ogni partecipante ha scelto quali e quanto approfondire le aree e, in base a queste richieste, è stato assegnato ad una Path”. 45-50 persone compongono ogni Path, di cui una quarantina i partecipanti, più dai 2 ai 4 organizzatori e un paio di aiutanti, questi ultimi scout sopra i 26 anni di età. Per permettere uno scambio proficuo – “le culture sono diverse ma siamo legati dalla stessa promessa” sottolinea Lorenzo – non ci possono essere meno di due né più di quattro persone della stessa nazionalità. Il 30 luglio tutti si sposteranno al campo base a Ovar, vicino a Porto, all’interno di un ampio parco dove gli scout si accamperanno e da cui potranno raggiungere tanti luoghi significativi della zona. Nelle giornate successive ci saranno attività al campo o nelle città vicine. La cerimonia di conclusione è prevista per la sera del 3 agosto. Matilde fa parte di una Path che comprende un po’ tutte le aree, la cultura e l’arte, il fare volontariato, la natura, mentre la Path di Pietro è improntata in particolare sulla spiritualità. Come fanno sapere, stanno partecipando con entusiasmo e spirito di iniziativa, lieti di conoscere ragazzi e ragazze di tutto il mondo.

“In questi giorni sto girando le diverse Path di cui sono coordinatore e sono di supporto ai partecipanti perché tutto vada bene. Non mancano gli imprevisti – osserva Lorenzo -, fra cui una ondata di caldo da bollettino rosso… E’ una sfida che ho accettato raccogliendo l’invito di alcuni scout portoghesi conosciuti l’anno scorso, ad un campo internazionale in Norvegia, che mi hanno proposto di aiutarli. Poter partecipare a livello di coordinamento, nonostante le fatiche, è un’esperienza formativa molto importante, ti forma proprio come persona, ti permette di costruire mentalità sempre più aperta”. Quello che Lorenzo auspica di portare con sé non solo nel gruppo scout di Santa Croce ma ovunque sarà chiamato è “l’impegno a sostenere i ragazzi con fiducia nelle loro capacità, ad aiutarli a sviluppare le competenze che hanno già e che sono da valorizzare. Spero di aver iniziato a farlo già adesso!”. Poi, lo spirito di fratellanza internazionale, aggiunge con emozione, “è la cosa più bella, che sbalordisce sempre, anche solo agli eventi regionali e nazionali, quando pur non conoscendoci, sulla base dei nostri valori comuni, basta poco tempo insieme per sembrare amici da una vita intera. Si pensi, più in grande, da Argentina, Cina, America, Australia, Nuova Zelanda, Congo, tutta Europa… Ad eventi come il Moot, davvero ci si sente fratello e sorella di ogni altra guida e scout e si comprende il significato autentico della pace che è possibile costruire insieme. Sono grato dell’opportunità di vivere questa esperienza così arricchente e così piena di significato”.

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