Tesori d’Arte al Castello Campori di Soliera
Prosegue fino a domenica 18 gennaio, al Castello Campori a Soliera, la mostra “Tesori d’Arte al Castello dal Cinquecento al Settecento”, organizzata dal Centro Studi Storici Solieresi e curata dalla Galleria Cantore. Esposti dipinti di grande qualità e interesse storico, normalmente non accessibili
Annunciazione di Scipione Pulzone
Sarà visitabile fino a domenica 18 gennaio, al Castello Campori a Soliera, la mostra “Tesori d’Arte al Castello dal Cinquecento al Settecento”, inaugurata lo scorso 6 dicembre, organizzata dal Centro Studi Storici Solieresi, presieduto dall’architetto Sandra Losi, e curata dalla Galleria Cantore.
L’esposizione si inserisce in un territorio che da secoli è legato al collezionismo e al mecenatismo: gli Este, i Pio e la famiglia Campori hanno infatti segnato profondamente la storia culturale di queste terre, facendo del Castello un luogo simbolo di questa lunga tradizione di committenza e collezionismo.
In un contesto carico di memoria e significato, l’esposizione mette in dialogo opere provenienti da collezioni private e dalla Cantore Galleria Antiquaria, che presenta una selezione in gran parte inedita al pubblico. “L’obiettivo è offrire ai visitatori l’occasione di ammirare dipinti di grande qualità e interesse storico, normalmente non accessibili, restituendo visibilità a opere custodite in ambiti privati” ha affermato il curatore della mostra, Pietro Cantore.
“La mostra valorizza inoltre il lavoro di tutta la filiera dell’arte, dal restauro agli studi critici fino alla tutela e alla mediazione culturale” ribadisce la storica dell’arte Virna Ravaglia.
Il percorso espositivo si distingue per la varietà dei generi e la qualità dei dipinti esposti. Tra questi spiccano due opere ad olio su tavola del Cinquecento: una del bolognese Biagio Pupini, e l’altra del grande maestro Controriforma Scipione Pulzone. Per quanto riguarda il Seicento da segnale una Adorazione dei Magi del romano Luigi Garzi. Il genere della natura morta trova espressione nella vivace Merenda galante del milanese Pier Francesco Cittadini, attivo anche per gli affreschi della residenza estense del Palazzo Ducale di Sassuolo. Ben rappresentato anche il XVIII secolo con, ad esempio, Diana e le ninfe del veneto Jacopo Amigoni.
La mostra al Castello di Soliera diventa così un incontro tra storia, ricerca e collezionismo, un invito a scoprire non solo i dipinti esposti, ma anche le relazioni, le vicende e i percorsi che li hanno condotti fino a noi.
Apertura: tutti i sabati e le domeniche dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Il giorno di chiusura, il 18 gennaio, solamente al mattino. L’ingresso è gratuito e sono proposte visite guidate, anch’esse gratuite, alle ore 16 di ogni domenica.
Crediti. A cura di: Pietro Cantore. Con la collaborazione di: Virna Ravaglia. Direzione organizzativa e coordinamento: Franco Zibordi. Con il patrocinio di: Comune di Soliera e Centro Studi Storici Solieresi.




