Missioni Thailandia, qui si vive di provvidenza
Testimonianza di Monica Brandini, che si è recata in visita alla zia missionaria, madre Giovanna Catellani
Monica Brandini, originaria di Rolo, nipote della missionaria madre Giovanna Catellani, si è recata in visita alla zia, in Thailandia, insieme al marito Stefano, al figlio Gabriele e alla figlia Sabrina, accompagnata dal fidanzato Niccolò. Durante la loro permanenza hanno potuto trascorrere qualche giorno presso il convento Mater Ecclesia di Bang Seng Arun di Prachuab insieme a madre Giovanna, e visitare il monastero di Sampran. Inoltre hanno incontrato, tra i tanti sacerdoti, anche l’attuale vescovo Paolo e il vescovo emerito Giuseppe.
Sono tornata dal viaggio in Thailandia qualche giorno prima di Natale, mi sono immediatamente ammalata, pertanto mi ritrovo soltanto ora a scrivere qualcosa circa la mia esperienza. Madre Giovanna è l’ultima suora missionaria cappuccina italiana in Thailandia. Partì nel 1968 a 25 anni dal monastero di Carpi. Allora era presente solo un monastero, lei fu inviata per incentivare le vocazioni. Infatti le vocazioni fiorirono tanto che negli anni successivi madre Giovanna arrivò a fondare altri sei monasteri dal nord al sud della Thailandia. Lei si occupava di tutto, dal progetto dello stabile, alle richieste di autorizzazione ai superiori, alla formazione delle suore. Inoltre ha fondato la confederazione thailandese. Ora non ha più incarichi a causa sia dell’età, sia dei tanti dolori e malanni che ha, ma è sempre un punto di riferimento sia per le suore, sia per i sacerdoti. In Thailandia tutti la conoscono e la venerano. E’ molto amata e tenuta in grande considerazione per tutto il bene che ha fatto e per l’autorevolezza della sua persona. Madre Giovanna ha avuto sempre tanto coraggio nell’affrontare le nuove situazioni perché lei si è sempre affidata alla provvidenza e al Signore e non ha mai avuto paura.
La comunità cattolica è piccola ma è veramente molto fervente, devota, gioiosa e coinvolgente. In tutte le attività le suore si aiutano molto tra di loro e ogni loro esigenza è supportata dall’aiuto dei sacerdoti e della comunità. L’esperienza di vivere qualche giorno in monastero è veramente unica: si toccano con mano l’accoglienza delle suore, la loro mancanza di giudizio, il loro amore, la loro gioia e la libertà. È coinvolgente e disarmante, riempie il cuore di carità, gratitudine, riconoscenza per il loro amore e per l’amore di Dio che si mostra attraverso loro. Noi familiari di suor Giovanna siamo stati considerati e onorati tantissimo, solo perché siamo suoi familiari, senza meriti ovviamente. Abbiamo conosciuto diversi sacerdoti, l’attuale vescovo Paolo e il vescovo emerito Giuseppe. Abbiamo avuto la gioia di visitare anche il monastero di Sampran l’ultimo giorno, prima del nostro ritorno. Tutti ciò che ho scrivo è riduttivo sia di ciò che madre Giovanna ha costruito là, sorretta dalla fede e dalla provvidenza, sia di quanto si vive di persona nel convento.
Monica Brandini




