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Attualità, Mirandola
Pubblicato il Febbraio 4, 2026

A Mirandola, incontro con Paola Cigarini, volontaria nel carcere di Modena

Grande partecipazione e apprezzamento lo scorso 25 gennaio, nella canonica del Duomo di Mirandola, per l’incontro con Paola Cigarini, da oltre 37 anni volontaria in servizio per i detenuti nella Casa Circondariale Sant’Anna di Modena

di Virginia Panzani

 

Da sinistra don Fabio Barbieri, i membri del gruppo “Beati i costruttori di pace” Maria Luisa Baraldi, Emanuela Gennari, Rita Testi e Cristina Zaghi, con al centro Paola Cigarini (a sinistra) e Lucia Bergamaschi, volontaria della San Vincenzo nel carcere di Modena (a destra)

 

Grande apprezzamento ha ricevuto lo scorso 25 gennaio, nella canonica del Duomo di Mirandola, l’incontro con Paola Cigarini, “storica” volontaria in servizio per i detenuti nella Casa Circondariale Sant’Anna di Modena. L’iniziativa, organizzata dal gruppo “Beati i costruttori di pace”, in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria Maggiore, avrebbe dovuto tenersi già lo scorso novembre durante l’anno giubilare, ma per cause di forza maggiore, è stato rimandato a gennaio e accompagnato da una raccolta di indumenti e prodotti per l’igiene personale messi poi a disposizione di Paola Cigarini e degli altri volontari delle carceri.

Una sala parrocchiale per le conferenze, quella del 25 gennaio, piena in ogni ordine di posti – con circa 90 presenze – non si vedeva da tempo, segno dell’elevato interesse in tante persone nell’approfondire la conoscenza della vita in carcere dalle parole di un’esperta nell’azione di supporto e accompagnamento ai detenuti come Paola Cigarini. In effetti, di ciò che avviene nella realtà carceraria si sa poco, perché molti sono portati a pensare che basti mettere in prigione coloro si macchiano di crimini o delitti per risolvere i problemi e magari non parlarne più. La realtà è molto più complessa, poiché la “questione” non finisce qui. Paola Cigarini, che frequenta l’ambiente carcerario prestando la sua opera di volontaria da oltre 37 anni, ha infatti presentato una situazione che è ben lungi dal consentire il recupero del detenuto, obiettivo fondamentale della pena carceraria, come si legge nella Costituzione.

 

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