Pianura padana e polveri sottili: l’unica soluzione efficace è agire sulle cause
Pianura padana e polveri sottili: la città di Carpi si trova in una pianura chiusa e scarsamente ventilata, se si vogliono evitare malattie e morti precoci si deve lavorare sulle cause
di Aldo Meschiari *
Possiamo partire da una certezza: le misure emergenziali, soprattutto quando divengono grottescamente normali, non servono a nulla. Quando si parla di inquinamento, e in particolare di inquinamento da polveri sottili, PM10 e PM2,5, in pianura padana, agire in emergenza (ad esempio bloccando i veicoli più inquinanti, emettendo divieti per combustibili come i pellet, vietando sversamenti o fuochi liberi in campagna) non risolve un bel niente, se non a livello psicologico. Anche perché, come spesso accade, nessuno controlla che questi divieti vengano rispettati.
L’unica soluzione efficace: agire sulle cause
Premesso che la nostra città si trova in una pianura chiusa e scarsamente ventilata, se si vogliono evitare malattie e morti precoci si deve lavorare sulle cause. Tra le principali fonti di inquinamento la prima e più importante è una fonte diretta: il riscaldamento domestico. La maggioranza delle polveri sottili proviene direttamente da impianti di riscaldamento a gas, spesso obsoleti, e soprattutto dalle stufe a biomassa, con particolare riguardo ai famigerati pellet. Se non si agisce con grandi investimenti economici per favorire la transizione energetica verso fonti meno pericolose il problema non verrà mai risolto. Anche il traffico è certamente una parte del problema: gli autoveicoli a combustione interna emettono il 56% degli ossidi di azoto, che sono importanti precursori delle polveri sottili e molto inquinanti essi stessi. L’esponenziale aumento del consumo di suolo a favore di strade di ogni tipo negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. Infine, c’è il settore agricolo, con particolare riferimento agli sversamenti dei liquami degli allevamenti intensivi responsabili del 98% delle emissioni di ammoniaca, gas inquinante e importante precursore anch’esso delle polveri sottili. Si deve agire al più presto, senza dimenticare che c’è un’opportunità che la nostra Amministrazione considera quasi una seccatura: gli alberi, che farebbero calare la presenza del particolato in modo rilevante, fino a un 30%, se piantati in modo opportuno (vasti boschi urbani), scegliendo le giuste specie (soprattutto sempreverdi) e in gran numero.
*esperto in questioni ecologiche
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