Giovani e digitale, uno strumento da “governare” con cura
Intervista a Pier Cesare Rivoltella esperto di media education
di Luigi Lamma
“Chi ha paura del digitale?”: è il tema dell’incontro con Pier Cesare Rivoltella, docente dell’Università di Bologna, organizzato dal Centro Famiglie di Carpi, per genitori e insegnanti, lo scorso giovedì 5 febbraio. Il bisogno di “governare” il rapporto dei bambini e degli adolescenti con i dispositivi digitali si sta imponendo come una competenza degli adulti da non lasciare al caso, che non ammette scorciatoie ma richiede responsabilità e condivisione delle scelte. Lasciarsi prendere dalla paura, seppur comprensibile, non è mai una reazione positiva occorre invece che genitori, educatori, insegnanti siano sempre più formati e informati sui rischi connessi al digitale.
Professor Rivoltella in questo caso un po’ di sana paura proprio male non fa?
“Diciamo che un conto è la paura e un conto è l’attenzione educativa. Preferisco parlare di attenzione educativa perché la paura di solito è sintomo di non conoscenza, si ha paura di ciò che non si conosce e quindi può essere una reazione istintiva, quando non si conosce il digitale allora fa paura. Importante invece conoscerlo per genitori, educatori, insegnanti, conoscerlo. Se lo si conosce si mantiene una giusta attenzione educativa, ma si è in condizione anche di sfruttarne le potenzialità”.
Ci sono paesi che hanno adottato provvedimenti restrittivi, ad esempio Australia e Francia hanno limitato l’accesso ai social al di sotto dei 15-16 anni…
“Non sono molto d’accordo, mi sembrano misure funzionali e forse più demagogiche che effettivamente educative, altrimenti occorrerebbe vietarle anche agli adulti che con questa tecnologia fanno ben peggio che i ragazzi”…




