Nell’800° della morte di San Francesco, Simone Cristicchi porta in Teatro un nuovo spettacolo
L'artista racconta in un'intervista del nuovo progetto “Franciscus, il folle che parlava agli uccelli” è il titolo
di Maria Silvia Cabri
C’è San Francesco d’Assisi al centro dello spettacolo che Simone Cristicchi, cantautore, attore teatrale e scrittore, metterà in scena al Teatro comunale di Carpi i prossimi 21 e 22 febbraio, nell’800° anniversario della morte del santo. “Franciscus, il folle che parlava agli uccelli”: questo il titolo della pièce che Cristicchi ha dedicato alla figura di San Francesco, e che porta per il terzo anno in tournée, dopo il grande successo ottenuto in tutta Italia con oltre 60.000 spettatori e l’apprezzamento unanime di pubblico e critica, con la sua capacità di toccare il cuore con la sua forza poetica e spirituale. Tra riflessioni, domande e canzoni inedite – che portano la firma dello stesso Cristicchi e della cantautrice Amara – l’artista romano indaga e racconta il “Santo di tutti”. Al centro di questo spettacolo, scritto da Cristicchi con Simona Orlando, e dallo stesso diretto, il labile confine tra follia e santità, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco. Ma anche la povertà, la ricerca della “perfetta letizia”, la spiritualità universale, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il Creato. Temi che nel frastuono della società in cui viviamo diventano ancora più urgenti e vividi. Uno spettacolo ad alta intensità emotiva, che fa risuonare potenti in noi le domande più profonde e ci spinge a ricercarne una possibile risposta.
“Uomini così pazzi da cambiare il mondo”, lei dice nello spettacolo. È così che percepisce San Francesco?
Nella storia dell’umanità, i profeti, gli dèi incarnati, i “maestri” sono manifestazioni di una visione capace di cambiare il mondo. Intuizioni di un “folle” visionario che hanno fatto la rivoluzione.




