Rubrica di spiritualità dei Fratelli di San Francesco /1
Nella Quaresima dell’anno francescano le riflessioni dei Fratelli di San Francesco del convento di San Martino Secchia sugli episodi della vita del Santo. Questa settimana l’umiltà di Francesco e dei suoi frati converte i ladroni di Sansepolcro
Da sinistra fra Giuseppe, fra Marcello, fra Silvio e, davanti, fra Massimo
Con la prima domenica di Quaresima, in concomitanza con l’anno francescano, inizia la rubrica di spiritualità a cura dei Fratelli di San Francesco del convento di San Martino Secchia, che ci accompagnerà fino alla Pasqua. Ogni settimana il contributo dei frati riporta un episodio della vita di San Francesco seguito da una meditazione.
Fratelli di San Francesco – Convento di San Martino Secchia
I ladroni che cambiarono vita
In un eremitaggio situato sopra Borgo San Sepolcro, venivano di tanto in tanto certi ladroni a domandare del pane. Costoro stavano appiattati nelle folte selve di quella contrada e talora ne uscivano, e si appostavano lungo le strade per derubare i passanti. Per questo motivo, alcuni frati dell’eremo dicevano: “Non è bene dare l’elemosina a costoro, che sono dei ladroni e fanno tanto male alla gente”. Ed ecco giungere in quel romitorio Francesco. I frati gli esposero il loro dilemma: dovevano oppure no donare il pane a quei malviventi? Rispose il Santo: “Se farete quello che vi suggerisco, ho fiducia nel Signore che riuscirete a conquistare quelle anime”. E seguitò: “Andate, acquistate del buon pane e del buon vino, portate le provviste ai briganti nella selva dove stanno rintanati, e gridate: – Fratelli ladroni, venite da noi! Siamo i frati, e vi portiamo del buon pane e del buon vino – . Quelli accorreranno all’istante. Voi allora stendete una tovaglia per terra, disponete sopra i pani e il vino, e serviteli con rispetto e buon umore. Finito che abbiano di mangiare, proporrete loro le parole del Signore. Chiuderete l’esortazione chiedendo loro per amore di Dio, un primo piacere, e cioè che vi promettano di non percuotere né danneggiare alcuno nella persona. Poiché, se domandate tutte le cose in una volta, non vi daranno ascolto; invece, vinti dalla vostra umiltà e affetto, subito accondiscenderanno alla vostra proposta (…) – Da Fonti Francescane, 1646
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