Ultimo saluto a don Benito Poltronieri
Grande partecipazione e commozione alle esequie di don Benito Poltronieri, presiedute dal vescovo Erio Castellucci nel Duomo di Mirandola. La parabola del buon samaritano ad esprimere il “farsi prossimo” a tutti che è stato il tratto distintivo del lungo ministero di questo amatissimo pastore
di Virginia Panzani
Era gremito il Duomo di Mirandola nella mattinata di giovedì 26 febbraio per le esequie del canonico don Benito Poltronieri. Tantissimi i fedeli dalla Diocesi di Carpi che, insieme alla sorella Norma, alla nipote Germana con il marito Alberto Belluzzi, e ai pronipoti, hanno voluto dare l’ultimo saluto, nella preghiera, al sacerdote. A presiedere la celebrazione il vescovo Erio Castellucci, coadiuvato da monsignor Douglas Regattieri, vescovo emerito di Cesena-Sarsina, da monsignor Lino Pizzi, vescovo emerito di Forlì-Bertinoro, e dal vicario generale della Diocesi di Carpi, monsignor Gildo Manicardi, che ha letto, non senza commozione, il profilo biografico di don Poltronieri. Hanno concelebrato numerosi sacerdoti, fra i quali i confratelli che hanno condiviso con lui il ministero e coltivato legami di autentica fraternità, mentre ha animato i canti il coro della parrocchia di Cortile di Carpi, di cui don Benito è stato pastore per quasi un cinquantennio. Presenti il sindaco di Mirandola, Letizia Budri, e il suo predecessore, Alberto Greco.
Il brano del Vangelo scelto da monsignor Castellucci è stato la parabola del buon samaritano (Lc 10,25-37), figura a cui si è conformato don Poltronieri nel suo lungo ministero, facendosi prossimo, cioè “provando compassione” – secondo l’etimologia di soffrire con, verbo che il Vangelo significativamente attribuisce al samaritano, spinto a fermarsi per soccorrere lo sconosciuto derubato e ferito – per tutti coloro che ha incontrato, ascoltato, confortato, ma anche condividendo con entusiasmo momenti di gioia e di giovialità. Come ha fatto sapere al termine della celebrazione Alberto Belluzzi, a nome dei famigliari che sono stati accanto a don Benito fino all’ultimo, tra i pensieri da lui scritti ce n’è uno che risale agli ultimi tempi, quando sentiva avvicinarsi l’ultima ora, e che esprime bene i sentimenti con cui ha vissuto l’intera sua esistenza al servizio del Signore Gesù e del popolo di Dio: “La mia preghiera non può essere che il Magnificat. Sento solo amore per tutti. Desidero che tutti siano salvi e godano della felicità di Dio. Eccomi Signore”.




