Quando il gioco diventa patologico
Secondo anno di “Un argine all’azzardo”: oltre 200 colloqui agli sportelli e 500 studenti incontrati nelle scuole
di Maria Silvia Cabri
Il gioco d’azzardo patologico: una piaga che colpisce in modo trasversale, uomini e donne, anziani, adulti e anche giovani. Proprio in considerazione di queste ultime “vittime’, mercoledì 25 febbraio alle 15, al Centro Sociale Loris Guerzoni (via Genova 1) di Carpi si terrà l’incontro aperto a tutti “Se mio nipote gioca d’azzardo”, dedicato all’importanza della figura dei nonni come sentinelle nell’educazione dei nipoti, organizzato in collaborazione con Università della Libera età Natalia Ginzburg.
Mettere “un argine”
L’iniziativa di prevenzione rientra tra quelle promosse sul territorio dell’Unione Terre d’Argine dal progetto “Un argine all’azzardo”, giunto alla sua seconda edizione e promosso da Unione Terre d’Argine, Ausl, Centro Servizi Volontariato Terre Estensi, Federconsumatori, Ceis, Centro sociale Papa Giovanni XXIII e Dedalo, con l’obiettivo di contenere le conseguenze dell’abuso del gioco in termini di salute delle persone, drammi familiari e disastri economici e sociali.




