Preghiera e carità: la storia gli Ordini religiosi della Diocesi
La presenza degli Ordini religiosi nella diocesi: le loro tracce lungo i secoli
di Andrea Beltrami
Carpi, Mirandola e Concordia furono nei secoli le sedi principali di case religiose, così numerose e ben strutturate da fare pensare che fossero tutti conventi veri e propri. Una caratteristica che dal medioevo si trascina fino al periodo napoleonico, distinguendo ogni singola comunità per carisma, diversità, stile di vita e di azione evangelica. Sebbene Carpi e Mirandola fossero centri importanti e in via di sviluppo non ebbero alcun monastero benedettino, che invece attecchì a Nonantola (il cui dominio, ricordiamo, si estendeva anche nel mirandolese prima dell’avvento della famiglia Pico) e a san Benedetto Po (con influenze su Frassinoro da cui dipendevano Budrione e parte di Rolo; san Benedetto ebbe san Possidonio e santa Giulia di Brescia legata a Migliarina). Venendo alle realtà religiose locali, sono gli Agostiniani i primi a stanziarsi nel territorio. Dal Tiraboschi sappiamo che un arciprete di Carpi apparteneva all’Ordine di sant’Agostino, anche se studi successivi hanno messo in evidenza come, essendoci un “capitolo di canonici” che conducevano vita comune, fosse quasi obbligatorio seguire la regola agostiniana secondo quanto prescritto da papa Innocenzo II nel 1139. Questo antico ordine ha lasciato tracce ancora evidenti: a santa Caterina di Concordia, dove ancora rimangono le tracce dell’antica struttura conventuale, a santa Giustina e a Carpi con gli eremitani di sant’Agostino. Ma l’ordine che abbracciò il maggiore consenso popolare fu il francescanesimo nelle diverse ramificazioni dei Conventuali Osservanti e Cappuccini.




