Sanità: tra passione, studio e relazioni
In dialogo con Emilia Gianotti sul valore della professione dell’infermiera oggi
di Luigi Lamma
“Si è capito allora che a me piace molto il mio lavoro?”. Si riavvolge il nastro e l’intervista ad Emilia Gianotti, coordinatrice infermieristica dell’Unità Operativa di Oncologia di Carpi, parte dalla fine e vale più di tante campagne di sensibilizzazione sul ruolo chiave dell’infermiere nella sanità di oggi. “Ho sempre saputo di voler fare l’infermiera, fin da bambina, a tutti i costi desideravo fare questo lavoro, non ricordo situazioni particolari che mi hanno spinto verso questa professione. Dopo il biennio delle superiori mi sono iscritta alla scuola e mi sono diplomata. Era il 1988, tutto il resto maturità, laurea, master sono traguardi raggiunti mentre lavoravo rendendomi conto di quanto fosse fondamentale la formazione”. Il primo impiego nell’ospedale di Guastalla, in un reparto di medicina con un indirizzo oncologico, per dieci anni, ed è qui che Emilia matura l’attenzione per l’Oncologia che poi vuol dire, soprattutto, incontro con i pazienti e i loro familiari.




