Eventi, alla Cooperativa Malavasi il 14 aprile un dialogo a due voci sulla profezia di San Francesco e don Primo Mazzolari
Domani alle 21 nella sede della Cooperativa di via Carducci 6 a Concordia si terrà l’incontro dal titolo “San Francesco secondo don Primo Mazzolari, lo scomodo prete della Bassa”
La Cooperativa Culturale Gioacchino Malavasi promuove una nuova iniziativa di alto profilo culturale e spirituale. Martedì 14 aprile, alle 21, nella sede della Cooperativa di via Carducci 6 a Concordia, si terrà l’incontro dal titolo “San Francesco secondo don Primo Mazzolari, lo scomodo prete della Bassa”, inserito nel quadro delle celebrazioni per l’VIII centenario della morte del Santo di Assisi. L’evento rappresenta la prima presentazione a livello nazionale del volume pubblicato da Editrice Morcelliana, che raccoglie scritti inediti di don Primo Mazzolari dedicati al Cantico delle Creature. Un’occasione preziosa per riscoprire la lettura originale e profetica che il parroco di Bozzolo offre della figura di Francesco, liberandola da interpretazioni riduttive o strumentali. Ad introdurre la serata sarà Francesco Manicardi (Cooperativa Gioacchino Malavasi), mentre il dialogo vedrà protagonisti Fulvio De Giorgi (Unimore), curatore del volume e studioso della spiritualità mazzolariana, e don Giovanni Telò, parroco di Quistello, membro della Fondazione Don Primo Mazzolari, storico e studioso della Chiesa mantovana. Un confronto a due voci che promette di restituire la forza e l’attualità del pensiero di don Primo Mazzolari in dialogo con San Francesco.
Al centro dell’incontro vi è una rilettura di San Francesco come figura radicale, portatrice di una rivoluzione cristiana fondata sulla pace, sulla fraternità e su un rapporto armonico con il creato. Per Mazzolari, il Cantico non è solo un testo poetico, ma un’esperienza spirituale vissuta, capace di parlare con sorprendente intensità anche al nostro tempo, segnato da conflitti e crisi ambientali. La cooperativa Malavasi conferma così la propria vocazione a essere luogo di elaborazione culturale, capace di proporre iniziative che non si limitano alla commemorazione, ma che interrogano il presente. In un contesto in cui il bisogno di senso e di comunità si fa sempre più urgente, appuntamenti come questo contribuiscono a costruire spazi di pensiero condiviso. Un invito aperto alla cittadinanza, agli appassionati di storia, spiritualità e impegno sociale, per riscoprire una voce “scomoda” ma necessaria, capace ancora oggi di indicare orizzonti di speranza.




