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Cammino di amicizia e riscoperta spirituale

Famiglia - Nell’ambito della rinnovata Commissione di pastorale familiare proseguono i corsi in preparazione al matrimonio

Cammino di amicizia e riscoperta spiritualeSta lavorando attivamente la rinnovata Commissione diocesana di pastorale famigliare, affidata alla guida di don Carlo Bellini. E’ stato redatto il calendario dei corsi prematrimoniali che, in varie parrocchie e zone della Diocesi inizieranno, per lo più, nel prossimo mese di febbraio. Oltre al valore imprescindibile che tali percorsi hanno e mantengono nella formazione delle coppie che chiedono di sposarsi in chiesa, dunque di ricevere il sacramento del matrimonio – un passo a cui, oggi, giungono molto spesso già conviventi -, queste esperienze stanno diventando sempre più il punto di base per una riscoperta della propria fede. Si è infatti registrato che una percentuale non irrilevante di tali coppie decidono di continuare a ritrovarsi in parrocchia anche dopo la celebrazione del matrimonio, per incontri di preghiera, di riflessione e di condivisione specificamente rivolti a loro, ad esempio nei momenti forti dell’anno liturgico. Un’opportunità, insomma, da coltivare e da incrementare, cercando nuove risorse da mettere a disposizione nelle nostre comunità.

Un’altra direzione verso cui si sta muovendo la Commissione diocesana di pastorale familiare è quella di coinvolgere un maggior numero di coppie “giovani”, vale a dire intorno ai 30-40 anni. Come l’ha definita don Bellini, una vera e propria scommessa su cui puntare, nonostante i tanti impegni di lavoro e con i figli, che sono propri di questa fascia d’età, per il contributo determinante che queste coppie possono dare alla riflessione sulla spiritualità familiare, su ciò che l’annuncio del Vangelo fa scaturire nella famiglia di oggi.

Un progetto promettente, se si considera che già non poche coppie nuove a questo tipo di servizio hanno dato o stanno valutando di dare la loro disponibilità.

Testimonianza di una “coppia-guida” Anna e Massimo Negrelli di Mirandola

Fra i coniugi che da tempo accompagnano le coppie in preparazione al matrimonio nella zona di Mirandola ci sono Anna e Massimo Negrelli, molto conosciuti in parrocchia per l’impegno in vari ambiti. Con disponibilità hanno accettato di raccontare la loro esperienza, senza alcuna pretesa di essere presi a modello, come hanno tenuto umilmente a precisare, ma per mettere in risalto quanto tale servizio sia stato utile per la loro stessa vita di coppia. L’anno scorso, allo scoppio della pandemia, gli incontri in presenza sono stati sospesi a Mirandola e, come raccontano Anna e Massimo, “abbiamo mantenuto i contatti con le coppie attraverso la posta elettronica: abbiamo inviato materiale di approfondimento e risposto alle domande suscitate dalle letture. Per quest’anno ci stiamo organizzando proprio in questi giorni con il nostro parroco, don Fabio Barbieri, e gli altri sacerdoti della zona pastorale: pensiamo ad incontri in presenza, a piccoli gruppi, nelle sale più grandi delle varie strutture parrocchiali, da alternare a una o due riunioni online”.

Anna e Massimo, come sono “strutturati” gli incontri che curate? Vale a dire qual è il programma dei temi che vengono trattati?

Normalmente il percorso prevede otto incontri. I primi due sono dedicati alla conoscenza reciproca delle coppie partecipanti, in modo da instaurare un clima di ascolto e partecipazione attiva: per molti la preparazione al matrimonio è l’occasione per riavvicinarsi alla chiesa ed ai sacramenti, e farli sentire accolti è il primo passo. Negli incontri successivi parliamo del rapporto personale con Dio, dell’incontro con Gesù, e ci soffermiamo soprattutto sul rito del matrimonio, sul profondo significato delle promesse nuziali e sui doni che il sacramento porta. Si parla dei figli, della preghiera, del rapporto con le famiglie di origine, di apertura agli altri: cerchiamo di trasmettere la consapevolezza che la scelta di sposarsi non riguarda solo i due sposi, ma diventa importante per l’intera comunità in cui si vive e si cammina insieme.

In che modo i vari temi vengono trattati? C’è una modalità dialogica, spazio per risonanze e condivisioni? Inoltre, qual è il ruolo del sacerdote?

Non facciamo mai “lezioni” frontali, ma, appunto, “incontri”: di volta in volta partiamo dalla lettura di un brano del Vangelo, a cui lasciamo seguire libere risonanze. Cerchiamo di stimolare il dialogo attraverso alcune domande proposte da noi o dalle coppie stesse. Quando è possibile ci si divide in gruppi per facilitare il confronto e la discussione, altre volte proponiamo un momento di riflessione di coppia. Invitiamo ad una condivisione di gruppo, senza forzare nessuno naturalmente. Ben vengano poi domande o richieste di chiarimenti su argomenti anche proposti dalle coppie. Normalmente il sacerdote partecipa con noi all’intero incontro, e ci affianca in tutto e per tutto. Lui stesso racconta e condivide le proprie esperienze e per questo si crea sempre una bella confi denza.

Che cosa dona ad una coppia il sacramento del matrimonio rispetto alle nozze civili, che sono, per così dire, la “dichiarazione” pubblica di due persone che si impegnano per un progetto di vita insieme?

Noi diciamo sempre ai fidanzati che, di fronte a tante relazioni che vanno e vengono, scegliere di sposarsi civilmente è un grande impegno che ci si assume l’uno nei confronti dell’altra, proprio perché si condivide un progetto di vita. Il sacramento aggiunge a tutto ciò la consapevolezza che il Signore cammina con noi e ci sostiene quotidianamente, partecipe dei momenti di gioia e sostegno in quelli di difficoltà. L’indissolubilità, che tanto spaventa, vissuta in questa ottica diventa la pietra angolare sulla quale costruire la propria famiglia: non c’è fragilità che, nel Signore, non riesca a risollevarsi.

Come vivete questa vostra vocazione e responsabilità nell’accompagnare altre coppie nel percorso che anche voi avete fatto anni fa? Quali sono le difficoltà che oggi incontrate ma anche il valore di questo servizio per la Chiesa e la comunità?

Spesso diciamo alle coppie di fidanzati che per noi, sposati già da un po’ di anni, accompagnare loro è quasi come andare alle terme: quando si esce si respira meglio, l’aria è più leggera e la stanchezza non c’è più. Quasi traiamo più benefici noi da loro che viceversa… È un servizio che, insieme ad altre coppie, svolgiamo già da tanti anni e ogni volta è una grande ricchezza potere incontrare i fidanzati alla vigilia del matrimonio, e condividere questo momento così particolare. Cerchiamo di accompagnarli rimanendo loro accanto e facendoli sentire parte di una Chiesa e di una Comunità che li accoglie e li aspetta: spesso accade che nascano amicizie tra le coppie partecipanti e si creino legami che poi durano nel tempo. L’ultimo incontro è la celebrazione della Eucarestia insieme ai fedeli della parrocchia che ci ospita: preghiamo insieme e i fidanzati ricevono una benedizione particolare che li accompagni al sacramento che si preparano a celebrare.

Molte coppie manifestano il desiderio di un percorso che continui anche dopo la celebrazione del matrimonio: al momento per noi la difficoltà più grande è proprio riuscire a soddisfare questa richiesta, perché ancora non troviamo la modalità e le persone disponibili a organizzare e gestire questi appuntamenti.

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