4 febbraio: San Giuseppe da Leonessa
Cultura e Spettacoli

Pubblicato il

19 Febbraio 2021

4 febbraio: San Giuseppe da Leonessa

Il frate che salvava gli schiavi cristiani

 

a cura di Andrea Beltrami

 

Al secolo Eufranio Desideri, il nostro nacque a Leonessa (Rieti) nel gennaio 1556 da un agiata famiglia di mercanti. Seguendo l’esempio di San Francesco d’Assisi rinunciò alle ricchezze famigliari. Vestito l’abito dei Cappuccini tra il 1571 ed il 1572 intraprese un’intensa attività di predicazione nei territori appenninici tra Marche e l’Umbria, fino a quando nel 1587 chiese ed ottenne da Papa Sisto V di recarsi in Turchia per curare, confortare e consolare gli schiavi cristiani inermi e gli appestati, per evangelizzare i turchi e lo stesso sultano. Quando tentò di avvicinarsi a quest’ultimo, che si chiamava Amurat III fu incarcerato e torturato perché accusato di omicidio e quindi salvato miracolosamente da un angelo che gli ordinò di ritornare in Italia. Ritornato in patria, riprese la predicazione con rinnovata lena. Si dedicò ai poveri e agli infermi, lottò contro le prepotenze e le ingiustizie, realizzando rifugi per ammalati e pellegrini ed istituendo i monti frumentari e quelli di pietà nei paesi pedemontani dove più misere erano le condizioni economiche delniversità popolazione.

Fra Giuseppe era considerato un Santo già in vita, i contemporanei gridarono al miracolo in più di una circostanza, famoso è rimasto il miracolo della moltiplicazione delle fave. Morì in fama di santità dopo una malattia lunga e dolorosa il 4 febbraio del 1612. La morte lo colse ad Amatrice, altro paese del reatino dove fu sepolto. Alla sua morte il barone Latino Orsini chiese ed ottenne che il pittore Pasquale Rigo si recasse da Montereale ad Amatrice per immortalare il Santo. Proprio il pittore Rigo nel gennaio del 1613 rilasciò la seguente dichiarazione al notaio Cipriano Rufino, che la avalla e la trasmette al tribunale ecclesiastico per il processo di canonizzazione: “… l’anno passato, e proprio nel mese di febraro, ritrovandomi alquanto indisposto dalla polacra, che spesse volte mi soleva travagliare, fui chiamato per parte dell’ula dell’Amatrice , che volese andare in detta terra per fare il ritratto del padre fra Giuseppe cappuccino da Leonessa, già poco prima morto; et io ritrovandomi impedito, come ho detto, recusai d’andare. (…) ecco che mentre uscì dalla messa, mi trovai guarito, e così ancorché fusse cattivissimo tempo di neve, ghiacci, venti, me ne andai alla istessa hora senza patire scomodità alcuna per il viaggio ne mai più (Iddio gratia) ho inteso dolore di detta infermità. Il che reputo a gratia fattami dal Signore per la intercessione di detto padre fra Giuseppe”.

Il Santo fu canonizzato da Papa Benedetto XIV. Gli abitanti di Leonessa, ritenendo più giusto che le spoglie del Santo riposassero nella città d’origine, una notte del 1639 perpetrarono il “sacro furto”, trasportandone il corpo nel paese natio. Ancora oggi le spoglie del Santo riposano nella chiesa barocca di San Giuseppe a Leonessa. Alla processione di aprile con il cuore del Santo partecipano moltissime persone; i festeggiamenti in onore del Santo si ripetono anche la seconda domenica di settembre.

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