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Dall’individualismo alla tirannia

Dall’individualismo alla tirannia

 

di Tommaso Cavazzuti

 

A proposito di individualismo, desidero indicare un autore, meno conosciuto, che ci aiuta a riflettere – Nikolaj Berdiajev. Di lui indico un’opera pubblicata per la prima volta a Parigi nel 1939, rieditata da Bompiani nel 2010, Schiavitù e libertà dell’uomo. Suggerisco soprattutto le pagine 351- 369. Questo autore, nato a Kiev nel 1874, fu espulso dalla Russia nel 1922 per la sua opposizione al partito di Lenin e, esiliato in Francia, fu uno dei fondatori, assieme a E. Mounier, della rivista Esprit, organo di quel movimento filosofico chiamato personalismo.

Secondo Berdiajev, la peggior schiavitù, radice di tutte le altre, è la schiavitù da sé stesso, ossia l’egocentrismo. Scrive: “L’egocentrismo è il peccato originale dell’uomo, la violazione del rapporto veritiero tra l’io e il suo altro (Dio, il mondo e gli uomini), tra la persona e l’universo. L’egocentrismo è un universalismo illusorio, deformato. Esso conferisce una prospettiva falsa sul mondo e su ciascuna realtà del mondo. L’egocentrico si trova in potere della oggettivazione, che egli vuole trasformare in strumento dell’autoaffermazione; mentre è l’essere più dipendente, che si trova in uno stato di eterna schiavitù. Qui si cela il più grande mistero dell’esistenza umana. L’uomo è schiavo del mondo esterno che lo circonda, perché è schiavo di sé stesso, del proprio egocentrismo. L’uomo si assoggetta servilmente alla schiavitù esteriore che deriva dall’oggetto, appunto perché si autoafferma egocentricamente”(p.355).

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