Misure urgenti contro il rischio chiusura
Attualità, Il Settimanale

Pubblicato il

25 Marzo 2021

Misure urgenti contro il rischio chiusura

Parte dalla ristorazione un grido d’allarme e la richiesta di aiuto. Zinani de ‘L’Incontro’ e presidente Fiepet Confesercenti Modena: “Chiediamo ristori”

di Maria Silvia Cabri

È passato un anno, si avvicina la Pasqua e loro sono sempre attivi, pronti a coccolare e deliziare ogni loro cliente. Nonostante le grosse difficoltà che stanno vivendo.

 

 

Gianfranco Zinani, titolare insieme alla moglie Luciana e allo chef Carlo Gozzi del ristorante “L’Incontro” di Carpi, presidente Fiepet (Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici) di Confesercenti Modena, nonché vice presidente del Consorzio Modena a Tavola, interviene su un tema molto attuale, quello della ristorazione, particolarmente colpito dalle conseguenze della crisi pandemica. “La situazione che è esplosa anche nella nostra provincia a causa dell’emergenza sanitaria colpisce tutte le categorie economiche ma, in particolare, i pubblici esercizi e l’intero comparto turistico e ricettivo, penalizzato sia dal calo dell’afflusso di visitatori esterni, che da quello del mercato domestico. Abbiamo dato vita ad un gruppo, ‘Ristoratori Emilia Romagna’ per farci sentire in Regione. Ad un anno dallo scoppio della pandemia, il bilancio è difficile: il 10% degli esercizi pubblici provinciali e non solo hanno chiuso, non riuscendo a sostenere le spese che comunque esistono anche se i locali sono chiusi. Il ‘ristorante’ poi si pone come un’altra caregoria: rischia davvero di soffocare se non ci sono rapidi interventi”.

Sul tema “ristori”, Zinani è diretto: “La situazione è disastrosa. C’erano state fatte delle promesse ma sono praticamente nulla rispetto alla possibilità di una chiusura. Non va infatti dimenticato che dodici mesi fa noi ristoratori ci siamo attrezzati, investendo dei soldi, per garantire la messa a norma dei locali sulla base delle nuove prescrizioni sanitarie, la sanificazione continua, i distanziamenti tra i tavoli e i clienti. Ma non ci sono stati dati ristori in proporzione a quanto abbiamo fatto. La domanda sorge spontanea: ci hanno presi di mira? Perché solo la ristorazione? La nostra attività è stata riaperta poi subito chiusa, siamo ancora in sofferenza e non ci sono ristori.

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