Costruiamo la fraternità insieme
Attualità, Chiesa, Il Settimanale, Mirandola, Speciale Patroni, Territorio

Pubblicato il

13 Maggio 2021
Mirandola

Costruiamo la fraternità insieme

Seconda edizione per l’incontro interreligioso e multiculturale nella festa del patrono. Giovani e famiglie in via Posta.

 

“Le diverse religioni, a partire dal riconoscimento del valore di ogni persona umana come creatura chiamata ad essere figlio o figlia di Dio, offrono un prezioso apporto per la costruzione della fraternità e per la difesa della giustizia nella società. Il dialogo tra persone di religioni differenti non si fa solamente per diplomazia, cortesia o tolleranza. Come hanno insegnato i Vescovi dell’India, ‘l’obiettivo del dialogo è stabilire amicizia, pace, armonia e condividere valori ed esperienze morali e spirituali in uno spirito di verità e amore”’. (“Fratelli tutti”, n. 271). Si ispira alla recente lettera enciclica di Papa Francesco, dunque al tema della fraternità universale, l’incontro interreligioso e multiculturale che si svolgerà domenica 16 maggio, dalle 16 alle 18, presso il centro parrocchiale di via Posta, all’aperto. L’iniziativa si pone in continuità con quella analoga, tenutasi un anno fa, per la festa del patrono, nel cortile dell’ospedale Santa Maria Bianca, alla presenza del Vescovo Erio Castellucci e dei responsabili delle comunità di diverse confessioni cristiane e religioni residenti a Mirandola, oltre che del mondo laico.

“La conoscenza e il dialogo si erano instaurati già prima dell’incontro di un anno fa – spiega il diacono Stefano Zerbini, fra gli organizzatori, e a lungo curatore, come insegnante, di laboratori interreligiosi – ma proprio da quell’evento si sono mossi nuovi passi in avanti, attraverso la formazione del gruppo denominato ‘16 maggio e oltre’. In collegamento con il nuovo consiglio pastorale parrocchiale don Fabio Barbieri ha poi voluto fortemente che, fra le commissioni istituite, ce ne fosse una dedicata al dialogo ecumenico, interreligioso e multiculturale”.

Da questo percorso nasce dunque la seconda edizione dell’iniziativa, che, a differenza del 2020, quando la partecipazione fu limitata ai soli responsabili delle comunità religiose, in un luogo, l’ospedale, dal forte significato simbolico in pandemia, questa volta permetterà un maggiore respiro.

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